
Seduta negativa per la borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 5713,34 punti (-1,11% rispetto a venerdì), ai minimi di quest'anno. Il listino globale SPI ha perso l'1,13% a 5325,76 punti. La settimana è così cominciata come si era chiusa quella precedente: in perdita. Il mercato viene descritto come nervoso e poco propenso all'assunzione di rischi. Gli investitori temono un'escalation della crisi dell'Eurozona: in primo piano vi sono attualmente le banche spagnole, ma gli occhi sono già puntati sulle elezioni in Grecia, il 17 giugno. Aumentano intanto i dubbi riguardo alla tenuta della congiuntura globale, alla luce degli ultimi dati macroeconomici pubblicati negli Stati Uniti, in Cina e in Europa. Per quanto concerne i singoli titoli si sono mostrati volatili i bancari UBS (-1,93% a 10,69 franchi), Credit Suisse (-0,54% a 18,38 franchi) e Julius Bär (-1,82% a 30,15 franchi), protagonisti in negativo la settimana scorsa. Fra gli assicurativi Zurich (-1,47% a 194,20 franchi) - che ha annunciato la partenza verso l'italiana Generali del numero uno del comparto "General Insurance" Martin Senn - si è mossa meglio di Swiss Re (-2,78% a 52,55 franchi). Poco tonici sono apparsi i valori maggiormente legati ai cicli congiunturali come ABB (-1,32% a 14,93 franchi), Adecco (-1,46% a 36,33 franchi) e Holcim (-2,04% a 49,57 franchi), come pure, nel segmento del lusso, Richemont (-1,92% a 51,00 franchi) e Swatch (-1,63% a 350,10 franchi). Un calo ancora più marcato è stato palesato da Actelion (-2,76% a 34,91 franchi). Hanno faticato a mostrare resistenza nei confronti della corrente generale anche i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,64% a 54,20 franchi), Novartis (-0,96% a 49,49 franchi) e Roche (-0,53% a 149,20 franchi). ATS
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