
La borsa svizzera termina la settimana con una seduta al ribasso. L'indice dei valori guida SMI si è attestato a 6508,66 punti (-1,00% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,95% a 5990,69 punti. Alla luce della situazione in Medio Oriente e del perdurare dei problemi del debito negli Usa e nell'Eurozona fra gli operatori continua a regnare la prudenza. Sul fronte congiunturale dagli Usa sono arrivati dati tendenzialmente deboli. Le scadenze di diversi derivati Eurex hanno inoltre influito sui corsi di alcuni titoli. Negativi hanno chiuso i bancari UBS (-2,66% a 13,90 franchi), Credit Suisse (-2,32% a 20,66 franchi) e Julius Bär (-1,34% a 30,98 franchi), come pure gli assicurativi Zurich (-1,03% a 220,80 franchi) - già sotto pressione ieri dopo un deludente trimestrale - e Swiss Re (-1,14% a 64,95 franchi). Oggi non è stata giornata nemmeno per i titoli maggiormente legati alla congiuntura quali ABB (-1,18% a 16,70 franchi) e Holcim (-1,22% a 60,90). Con il passare delle ore è arretrato anche il segmento del lusso, inizialmente dinamico, con Swatch (-0,72% a 411,00 franchi) e Richemont (-0,70% a 63,95 franchi). Transocean (-1,79% a 41,58 franchi) ha annunciato il riacquisto di un prestito convertibile. Non sono riusciti a porre un argine alla corrente generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,76% a 58,40 franchi), Novartis (-0,36% a 55,60 franchi) e Roche (-1,36% a 174,20 franchi). Nel mercato allargato ha informato sull'andamento degli affari Schmolz+Bickenbach (-1,57% a 2,51 franchi). Ems-Chemie (-4,51% a 216,00 franchi) ha sofferto per una raccomandazione di vendita della banca Vontobel. Leclanché (+8,81% a 4,20 franchi) ha approfittato per contro della notizia di negoziati in stato avanzato per accedere a nuovi finanziamenti. ATS
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