
Dopo una mattinata in rialzo, grazie al sostegno di una tonica Novartis, la borsa svizzera nel pomeriggio ha virato in negativo e ha chiuso in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8977,98 punti, in flessione dello 0,67% rispetto a ieri. Il listino globale SPI ha perso lo 0,62% a 10'228,30 punti. In primo piano sono tornate le incertezze di natura politica: le resistenze che sta incontrando la riforma sanitaria proposta dal presidente americano Donald Trump fanno aumentare i dubbi riguardo alla capacità della nuova amministrazione di portare avanti i suoi progetti. Sul fronte congiunturale non è passato inosservato il calo, più forte del previsto, della fiducia degli esperti finanziari tedeschi, illustrato dall'indice ZEW. Gli investitori guardano inoltre sempre più insistentemente a giovedì, quando è in programma la riunione della Banca centrale europea: non sono attese correzioni di rotta, ma potrebbero scaturire indicazioni sui tempi del rientro dalla politica monetaria ultraespansiva praticata dall'istituto. L'attenzione rimane anche sempre rivolta ai risultati aziendali: negli Usa stanno hanno informato sull'andamento degli affari colossi quali Johnson&Johnson, IBM, Bank of America e Goldman Sachs. In Svizzera i riflettori sono rimasti puntati per tutta la giornata su Novartis (+0,44% a 80,50 franchi), che è arrivata a guadagnare oltre il 2% sulla scia di dati semestrali in flessione ma superiori alle attese. Inizialmente si è difesa bene anche Nestlé (-0,72% a 83,00 franchi), favorita da un giudizio di JPMorgan, ma poi è stata trascinata all'indietro alla stregua del terzo peso massimo difensivo, Roche (-1,14% a 243,20 franchi). Male orientati si sono rivelati la gran parte dei valori sensibili ai cicli economici come ABB (-1,45% a 23,78 franchi), Geberit (-0,67% a 456,30 franchi), LafargeHolcim (-0,44% a 57,20 franchi) e Sika (-0,15% a 6450,00 franchi); si è invece smarcata Adecco (invariata a 72,35 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,13% a 359,00 franchi) e Richemont (-1,73% a 79,40 franchi) hanno sofferto per i realizzi di guadagno, dopo la buona performance di ieri. Hanno perso parecchio terreno rispetto alla mattina i bancari UBS (-0,65% a 16,78 franchi), Credit Suisse (-1,98% a 14,32 franchi) - in un'intervista il numero uno dell'entità elvetica del gruppo ha detto che riguardo ai risparmi l'istituto è sulla buona strada - e Julius Bär (-0,39% a 50,45 franchi). Tutti in negativo hanno pure chiuso gli assicurativi Zurich (-1,10% a 286,60 franchi), Swiss Life (-1,22% a 339,60 franchi) e Swiss Re (-1,05% a 89,75 franchi). Lo scacchiere dei 20 titoli principali va completato con Givaudan (-0,61% a 1965,00 franchi), Lonza (-0,69% a 214,40 franchi), SGS (-0,35% a 2253,00 franchi) e Swisscom (-0,13% a 467,50 franchi). Nel mercato allargato è stato accolto bene il bilancio di metà anno di Kühne+Nagel (+3,39% a 167,80 franchi). Per Georg Fischer (+0,36% a 977,50 franchi) il turno della presentazione dei conti scatterà domani; oggi ha annunciato l'acquisizione di una partecipazione in una società canadese.
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