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Economia
Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI 0,61%
Redazione
10 anni fa

La borsa svizzera chiude una tumultuosa settimana con una giornata in ribasso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7880,29 punti, in flessione dello 0,61% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,68% a 8601,43 punti. La terza seduta dopo la vittoria di Donald Trump nelle elezioni americane si è confermata movimentata, con variazioni importanti dei singoli titoli: gli investitori stanno infatti riposizionando i loro portafogli alla luce di quello che prevedono essere la politica economica del nuovo presidente. Non è in tal senso un caso che ieri Wall Street abbia chiuso assai contrastata, con il Dow Jones a livelli record e in crescita dell'1%, a fronte di un Nasdaq che ha lasciato sul terreno l'1%. La sensazione è che le aziende attive nell'industria tradizionale saranno maggiormente favorite rispetto a quelle della new economy. Una fase di consolidamento dopo le ultime sedute positive non giunge inopportuna, ha commentato un operatore. Il cielo si è comunque comunque assai rasserenato: con la chiara vittoria di Trump è scomparso un fattore di incertezza e molti confidano in un trend positivo la settimana prossima. Sul fronte interno hanno terminato sotto i massimi di seduta i bancari UBS (+1,11% a 15,43 franchi), Credit Suisse (+1,47% a 13,83 franchi) e Julius Bär (-0,66% a 42,42 franchi): il settore spera in un allentamento della pressione normativa e in sanzioni meno severe per i contenziosi aperti, mentre una maggiore inflazione e una accresciuta volatilità dovrebbero avere un impatto positivo sui ricavi. Fiacchi si sono rivelati gli assicurativi Zurich (+0,15% a 261,60 franchi), Swiss Life (-1,37% a 273,30 franchi) e Swiss Re (-1,18% a 91,75 franchi). Fra i titoli più sensibili ai cicli economici ha arretrato pesantemente LafargeHolcim (-3,60% a 54,90 franchi), protagonista però nelle scorse sedute di un'ottima performance sulla scia delle speranze suscitate dai programmi di spesa nell'infrastruttura propagati da Trump. È scesa anche Geberit (-1,10% a 403,00 franchi), mentre si sono difese meglio Adecco (+0,17% a 59,95 franchi) e ABB (-0,05% a 21,01 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,15% a 299,00 franchi) è apparsa più ispirata di Richemont (-0,68% a 66,15 franchi). Non ha offerto un andamento unitario il comparto farmaceutico, con Novartis (-1,09% a 72,50 franchi) e Roche (-1,14% a 234,50 franchi) più in difficoltà di Actelion (+0,71% a 141,70 franchi). È scivolata ulteriormente all'indietro Nestlé (-0,44% a 68,60 franchi), che già ieri aveva sofferto l'attuale scarso interesse per i valori difensivi. Syngenta (-0,94% a 378,10 franchi) ha continuato a calare con l'aumentare dei dubbi relativi alla prevista acquisizione da parte di ChemChina, considerato la scarsa propensione mostrata da Trump a sostenere iniziative cinesi. Givaudan (+0,46% a 1761,00 franchi) ha rimbalzato dopo aver perso ieri il 5%. SGS (-0,56% a 1954,00 franchi) non ha brillato, mentre Swisscom (-0,23% a 435,40 franchi) si è limitata a galleggiare intorno alla parità. Nel mercato allargato le vendite hanno sommerso Zehnder (-15,27% a 35,50 franchi) dopo un avvertimento su utili e fatturato. Hanno presentato il bilancio dopo nove mesi Meyer Burger (-8,26% a 2,11 franchi), Swiss Prime Site (-0,25% a 80,20 franchi) e PSP Swiss Property (-0,63% a 86,10 franchi). Oerlikon (-0,11% a 9,00 franchi) ha annunciato un importante investimento negli Usa. L'austriaca KTM ha fatto sapere che da lunedì sarà quotata anche a Zurigo.

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