
Inizio di settimana al ribasso per borsa svizzera, che ha subito la scarsa vena dei suoi valori farmaceutici e si è mostrata meno ispirata delle altre piazze europee. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7991,88 punti, in flessione dello 0,53% rispetto a venerdì. Il listino globale SPI ha perso lo 0,54% a 8734,07 punti. L'atmosfera generale, pur orientata alla prudenza, non era negativa, ha commentato un operatore. A livello continentale è stato ben accolto il forte aumento a sorpresa dell'indice Pmi dell'Eurozona, mentre in Svizzera ha pesato anche un certo rafforzamento del franco. Al centro dell'attenzione rimane inoltre ancora una volta la politica monetaria. Tutto ruota intorno a un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve in dicembre: gli analisti della Banca cantonale di Zurigo valutano la probabilità al 65%. Per quanto riguarda i singoli titoli sotto i riflettori è rimasta per tutta la giornata Syngenta (-5,81% a 397,50 franchi): la cinese ChemChina non ha proposto alcuna concessione all'Ue per superare le riserve espresse in materia di concorrenza e di conseguenza aumentano i timori che l'acquisizione possa fallire. Domani l'azienda renana dovrebbe fornire altri dettagli in margine alla presentazione dei risultati trimestrali. Vendite hanno interessato anche il comparto farmaceutico. Actelion (-3,02% a 144,70 franchi) ha proseguito il calo avviato in seguito alla pubblicazione dell'ultimo - peraltro positivo - bilancio e difficile si è rivelata la giornata anche per Novartis (-0,40% a 74,60 franchi), che domani renderà noti fatturato e utili, nonché Roche (-0,69% a 230,70 franchi). Ancora più negativo è apparso un altro peso massimo difensivo, Nestlé (-1,03% a 72,40 franchi). La prospettiva di un aumento dei tassi ha messo le ali ai bancari UBS (+1,25% a 13,72 franchi), Credit Suisse (+2,06% a 13,86 franchi) e Julius Bär (+0,92% a 40,40 franchi). La tendenza è stata ricalcata dagli assicurativi Zurich (+0,54% a 258,80 franchi), Swiss Life (+1,09% a 259,20 franchi) e Swiss Re (+0,88% a 91,45 franchi). Non univoci hanno terminato i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,23% a 22,13 franchi), Adecco (-0,17% a 58,65 franchi), Geberit (-0,80% a 423,90 franchi) e LafargeHolcim (+0,19% a 53,40 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,34% a 310,80 franchi) è sembrata maggiormente ispirata di Richemont (invariata a 65,05 franchi). Praticamente fermi al palo sono rimasti gli altre tre titoli SMI, vale a dire Givaudan (invariata a 1924,00 franchi), SGS (-0,05% a 2114,00 franchi) e Swisscom (-0,13% a 453,50 franchi). Nel mercato allargato ha arretrato Gurit (-3,93% a 819,00 franchi), che venerdì - a mercati chiusi - ha informato sull'andamento degli affari. Conzzeta (+1,34% a 680,00 franchi) ha annunciato l'acquisizione della turgoviese FMG. Parecchio brio ha mostrato Datacolor (+8,02% a 626,50 franchi).
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

