
La borsa svizzera avvia la settimana con una seduta in ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8864,23 punti, in flessione dello 0,47% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,52% a 10'112,58 punti. La giornata è trascorsa nella calma e con volumi di contrattazione inferiori al solito, anche a causa della festività in Gran Bretagna, con la piazza di Londra chiusa. Tutti i mercati europei sono stati frenati dalla debolezza del dollaro, sceso ai minimi da un mese a questa parte. Inoltre molti operatori non nascondono una certa delusione dopo l'incontro dei banchieri centrali di Jackson Hole: né la presidente della Federal Reserve Janet Yellen, né il suo omologo della Banca centrale europea Mario Draghi hanno fornito indicazioni sugli sviluppi futuri delle politiche monetarie che saranno praticate dai rispettivi istituti. Sono anche mancati stimoli sul fronte congiunturale: dati macro importanti, in particolare relativi al mercato del lavoro americano, sono attesi solo nella seconda parte della settimana. Sul listino elvetico ha pesato negativamente Novartis (-1,00% a 79,40 franchi), dopo la pubblicazione dei risultati di uno studio che mettono in dubbio le potenzialità di un nuovo farmaco per il cuore. Roche (-0,04% a 241,90 franchi) ha marciato sul posto, mentre si andato spegnendosi nel finale il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,31% a 80,35 franchi). Male orientati sono risultati per tutta la giornata i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,81% a 22,08 franchi), Adecco (-0,93% a 69,00 franchi), Geberit (-0,74% a 441,10 franchi), Sika (-0,67% a 6655,00 franchi) e LafargeHolcim (-0,44% a 57,00 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+0,29% a 85,50 franchi) si è difesa meglio di Swatch (-0,34% a 376,30 franchi). Negativi si sono rivelati i bancari UBS (-0,44% a 16,01 franchi), Credit Suisse (-0,49% a 14,36 franchi) e Julius Bär (-0,19% a 53,65 franchi). Vendite hanno interessato gli assicurativi Zurich (-0,68% a 290,10 franchi), Swiss Life (-0,78% a 344,00 franchi) e Swiss Re (-0,87% a 344,00 franchi): in questo comparto si è fatto sentire l'impatto dell'uragano Harvey negli Usa. Lo stesso fenomeno meteorologico estremo ha influito anche sui corsi di SGS (-0,93% a 2129,00 franchi), che è particolarmente attiva nel settore petrolifero. Completano il quadro delle blue chip Givaudan (-0,36% a 1961,00 franchi), Lonza (invariata a 237,80 franchi) e Swisscom (-0,42% a 477,00 franchi). Nel mercato allargato dopo le difficoltà iniziali si è ripresa Alpiq (+1,22% a 83,00 franchi), che ha presentato una perdita semestrale sorprendentemente elevata e ha sospeso il suo programma di cessione parziale di impianti idroelettrici. EMS Chemie (-2,15% a 660,00 franchi) ha pubblicato i dati definitivi riguardo alla prima parte dell'anno. Presso Aryzta (+0,81% a 31,12 franchi) fra due settimane entrerà in funzione il nuovo CEO Kevin Toland, mentre l'ex numero uno di Barry Callebaut Jürgen Steinemann entrerà nel consiglio di amministrazione, cosa che è vista con favore dagli specialisti. In netto calo ha chiuso U-Blox (-6,20% a 177,10 franchi): sono in corso realizzi di guadagno, dopo che venerdì il titolo aveva guadagnato il 10%.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

