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Economia
Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,40%
Redazione
9 anni fa

La borsa svizzera avvia la settimana con una seduta negativa: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9274,59 punti, in flessione dello 0,40% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,41% a 10'600,13 punti. Gli operatori parlano di una lieve tendenza a realizzare i guadagni, dopo gli aumenti di corso delle scorse settimane, che hanno portato l'SMI ai massimi da due anni. Una piccola correzione a questi livelli non sarebbe una sorpresa e potrebbe anche essere considerata sana per il mercato. Sullo sfondo nulla è cambiato: non vi sono quasi alternative all'investimento azionario. Finché la congiuntura mondiale si manterrà positiva - e non vi sono attualmente nuvole all'orizzonte - l'atmosfera è destinata a rimanere favorevole, nonostante i rischi politici, a cominciare dagli sviluppi in Catalogna. Sul fronte interno tutti al ribasso hanno terminato i valori particolarmente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,53% a 24,30 franchi), Adecco (-0,39% a 75,65 franchi), Geberit (-1,30% a 463,80 franchi), LafargeHolcim (-1,49% a 56,35 franchi) - penalizzata dall'abbassamento di obiettivo di corso da parte di UBS - e Sika (-1,39% a 7080,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,87% a 395,30 franchi) si è per contro difesa assai meglio di Richemont (-1,01% a 88,55 franchi). In ordine sparso si sono mossi i bancari UBS (-0,53% a 16,82 franchi), Credit Suisse (+0,06% a 15,46 franchi) e Julius Bär (-0,17% a 58,15 franchi), che domani potrebbero ricevere nuovi impulsi con la pubblicazione dei risultati delle americane Goldman Sachs e Morgan Stanley. Nello stesso comparto finanziario le vendite hanno interessato gli assicurativi Zurich (-0,44% a 293,80 franchi), Swiss Life (-0,89% a 343,40 franchi) e Swiss Re (-0,82% a 90,70 franchi). Hanno frenato il listino Roche (-0,41% a 243,70 franchi) - su cui ha inciso un cambiamento di raccomandazione di Credit Suisse - e Nestlé (-0,82% a 84,15 franchi), che secondo notizie di stampa potrebbe vendere attività negli Usa al concorrente americano Hershey. In contro tendenza è rimasto invece il terzo peso massimo difensivo, Novartis (+0,72% a 84,50 franchi). Completano lo scacchiere delle 20 blue chip Givaudan (-0,46% a 2161,00 franchi), Lonza (-1,38% a 264,60 franchi) SGS (-0,30% a 2319,00 franchi) e Swisscom (-0,30% a 500,50 franchi). Nel mercato allargato Kühne+Nagel (-4,23% a 170,00 franchi) non ha soddisfatto le attese degli analisti nei primi nove mesi. Bene accolti sono stati invece i semestrali di Leclanché (+3,48% a 2,38 franchi).

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