
Inizio di settimana negativo per la borsa svizzera, che ha chiuso in ribasso la prima seduta in un contesto di elevata volatilità. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8342,07 punti (-0,39% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,42% a 8202,19 punti. Dopo aver aperto in netto calo sulla scia dei timori relativi a un rallentamento della congiuntura mondiale, il mercato è riuscito a riprendersi e ad azzerare le perdite, ma è poi tornato a ripiegare dopo l'avvio delle contrattazioni a Wall Street. Stando agli operatori il recupero era solo stato di natura tecnica. Sullo sfondo rimangono infatti immutati i fattori di incertezza che già hanno fatto arretrare la piazza di quasi il 4% la settimana scorsa. In primo piano vi sono i dubbi sulla tenuta dell'economia planetaria, l'allarme per l'epidemia di ebola e la preoccupazione per l'impatto delle crisi geopolitiche. A quest'ultimo proposito è stato per altro ben accolto un certo allentamento della tensione in Ucraina, un elemento che - insieme alla flessione del prezzo del petrolio - ha portato qualche raggio di sole in una giornata che si è rivelata sostanzialmente buia. Attualmente a farla da padrone è l'incertezza, con gli investitori che aspettano impulsi chiari prima di impegnarsi. Preziose indicazioni sull'andamento della congiuntura sono attese per domani, con la pubblicazione di diversi dati macroeconomici in Germania e negli Usa. Sul fronte interno importante sarà la giornata di giovedì, quando saranno resi noti i trimestrali di Nestlé, Roche, Syngenta e Sulzer. Per quanto riguarda i singoli titoli, nervosi si sono mostrati i bancari UBS (-0,39% a 15,30 franchi), Credit Suisse (-0,71% a 25,26 franchi) e Julius Bär (-0,63% a 39,50 franchi), dopo che la stampa domenicale ha parlato di un irrigidimento della giustizia Usa nell'ambito del contenzioso fiscale. Si sono per contro mossi poco gli assicurativi Swiss Re (-0,20% a 73,65 franchi) e Zurich (-0,14% a 279,00 franchi). Corsi ballerini, nell'arco della seduta, hanno caratterizzato i titoli maggiormente dipendenti dai cicli economici come ABB (invariata a 19,65 franchi), Adecco (-0,25% a 60,40 franchi), Geberit (+0,42% a 289,80 franchi) e Holcim (+0,40% a 63,05 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,34% a 436,10 franchi) ha chiuso più debole di Richemont (+0,07% a 76,05 franchi). Particolarmente dinamica è stata per tutta la giornata la volatile Transocean (+2,57% a 27,99 franchi). Hanno invece frenato Nestlé (-0,58% a 68,20 franchi) e Novartis (-0,77% a 83,85 franchi), mentre qualche acquisto in più ha interessato il terzo peso massimo difensivo, Roche (invariata a 264,10 franchi). Sono arretrati in parte vistosamente Actelion (-0,97% a 102,50 franchi) e Givaudan (-1,62% a 1461,00 franchi), penalizzate dai realizzi di guadagno dopo aver goduto una buona performance dall'inizio dell'anno. Syngenta (-0,49% a 285,80 franchi) è scesa ai livelli del marzo 2012. Completano il quadro delle blue chip SGS (-0,48% a 1873,00 franchi) e Swisscom (-0,84% a 531,50 franchi). Nel mercato allargato sono stati accolti senza particolare rilievo i risultati dopo nove mesi di Kühne+Nagel (invariata a 117,30 franchi). In difficoltà per contro Züblin (-3,85% a 1,75 franchi) dopo l'annuncio di una prossima rettifica di valore sull'insieme del portafoglio immobiliare. Forti variazioni di corso hanno interessato Norinvest (-9,33% a 2,72 franchi) e Accu Holding (+11,52% a 167,50 franchi), ma in questi casi hanno pesato i limitati volumi di contrattazione.
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