
La borsa svizzera ha chiuso in ribasso una giornata trascorsa in larga parte in territorio positivo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6606,57 punti (-0,31% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,29% a 6097,45 punti. Penalizzano il mercato i cali di Novartis, ABB e Nestlé. Ma stando agli operatori l'atmosfera generale è migliore di quanto lascino supporre gli indici, come peraltro testimoniato anche dall'andamento migliore delle altre piazze europee. Un po' dappertutto si sono infatti ravvivate le speranze di un miglioramento della prospettive congiunturali mondiali, alimentate dalle notizie riguardanti la produzione industriale in Cina e da alcuni dati macroeconomici inglesi e americani. Chi ha venduto Credit Suisse (+0,09% a 21,35 franchi) ieri temendo una sorpresa con la pubblicazione dei trimestrali è tornato oggi a comprare il titolo, dopo che gli analisti hanno giudicato solido il risultato: per gran parte della giornata l'azione ha guadagnato oltre il 2%, ma si è poi spenta nel finale. Ha ripiegato dai massimi di seduta anche UBS (invariata a 12,35 franchi), mentre Julius Bär (-2,25% a 31,77 franchi) non è mai riuscita a ingranare. Sempre nell'ambito finanziario si sono mossi bene gli assicurativi Swiss Re (+0,08% a 65,60 franchi) e Zurich (+0,26% a 232,30 franchi). Per quanto riguarda il settore farmaceutico Novartis (-0,70% a 56,80 franchi) ha pubblicato risultati in linea con le attese: è mancata però quella sorpresa positiva che molti, sotto sotto, si attendevano, mentre allo stesso tempo si stanno ampliando i problemi relativi ai vaccini anti-influenzali. Sotto la linea ha chiuso anche Roche (-0,28% a 180,80 franchi), come pure il terzo valore difensivo di peso, Nestlé (-0,33% a 59,95 franchi), nonostante la forte crescita annunciata dal concorrente Unilever. ATS
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