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Economia
Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -0,30%
Redazione
10 anni fa

La borsa svizzera ha chiuso in ribasso una seduta poco ispirata e dominata dai risultati aziendali: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8069,27 punti, in flessione dello 0,30% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,35% a 8809,39 punti. Come ampiamente atteso la Banca centrale europea ha lasciato invariata la sua politica monetaria: rimarrà accomodante, ha promesso il presidente Mario Draghi. Non è stata però discussa un'estensione del quantitative easing oltre la scadenza attuale, fissata a marzo 2017. In ambito politico con sollievo è stato accolto l'esito del duello televisivo fra i candidati alla presidenza americana Donald Trump e Hillary Clinton, che secondo gli osservatori ha visto vincere la candidata democratica. Trump è considerato dagli investitori come un fattore in grado di provocare turbolenze. Sul fronte congiunturale le richieste di sussidio disoccupazione negli Usa sono salite oltre le attese. Il mercato immobiliare americano ha mostrato da parte sua segnali interessanti, che hanno contribuito a risollevare i corsi nel pomeriggio. Ma Wall Street è poi andata calando. Sul fronte interno ha pesato negativamente sul listino Nestlé (-0,80% a 74,05 franchi), che ha deluso le aspettative riguardo alla crescita organica nei primi nove mesi. Sotto i riflettori era anche Roche (-0,56% a 232,50 franchi), pure dopo i trimestrali. Assai volatile si è mostrata Actelion (-6,47% a 153,20 franchi), che dopo aver aperto in progressione del 2% ha perso terreno, nonostante le cifre rallegranti riguardo al periodo gennaio-settembre e al miglioramento delle prospettive per l'insieme dell'esercizio. Secondo gli operatori si tratta di un classico esempio di "sell on good news", realizzi di guadagno quando le notizie sono favorevoli. Sempre in ambito farmaceutico ha accelerato nel finale Novartis (+0,40% a 75,20 franchi). Hanno girato in positivo dopo le difficoltà iniziali i bancari UBS (+0,07% a 13,50 franchi) e Credit Suisse (+0,44% a 13,57 franchi), mentre ha arrancato Julius Bär (-0,45% a 39,86 franchi). Poco mossi si sono rivelati gli assicurativi Zurich (+0,12% a 256,50 franchi), Swiss Life (-0,08% a 257,10 franchi) e Swiss Re (+0,28% a 90,15 franchi). Sono scivolati all'indietro con il trascorrere delle ore i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,09% a 22,19 franchi), Adecco (-0,78% a 57,00 franchi), Geberit (-0,49% a 426,50 franchi), mentre ha ben resistito LafargeHolcim (+0,76% a 53,30 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,05% a 308,90 franchi) è apparsa un più tonica di Richemont (-0,90% a 65,85 franchi), nel giorno in cui è stato comunicato un ulteriore arretramento dell'export orologiero: gli esperti ravvisano però un rallentamento del calo, una tendenza che fa ben sperare. Completano il quadro dei 20 valori più importanti Givaudan (-1,02% a 1935,00 franchi), SGS (-0,28% a 2124,00 franchi), Swisscom (-0,11% a 452,90 franchi) e Syngenta (+0,83% a 424,90 franchi). Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Sulzer (+0,60% a 100,70 franchi), Temenos (-3,03% a 64,10 franchi), Inficon (+0,14% a 353,00 franchi) e GAM (+0,88% a 9,21 franchi). OC Oerlikon (-5,28% a 9,33 franchi) ha sofferto per un cambiamento di raccomandazione da parte di Jefferies.

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