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Economia
Borsa svizzera chiude in ribasso, SMI -0,05%
Redazione
12 anni fa

La borsa svizzera ha chiuso in lieve ribasso una giornata trascorsa all'interno di una ristretta banda di oscillazione, a testimonianza di una certa scarsità di impulsi. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9146,18 punti, in flessione dello 0,05% rispetto a venerdì, mentre il listino globale ha perso lo 0,09% a 8984,90 punti. Il mercato si muove su livelli molto alti, come è testimoniato anche dal nuovo massimo intraday segnato in giornata, con l'SMI a 9167,10 punti. Gli esperti mettono però in guardia da un'eccessiva euforia: "l'aria si sta facendo sempre più rarefatta", ha commentato un analista della Banca cantonale di Zurigo. Per poter salire ancora servono fatti importanti, che al momento scarseggiano. In materia di politica monetaria gli occhi sono puntanti sulla Banca centrale europea, che giovedì presenterà l'ultimo suo apprezzamento della situazione. Nubi appaiono intanto all'orizzonte della congiuntura mondiale. In Cina è stato ravvisato un indebolimento della crescita dell'industria, negli Usa hanno deluso le vendite al dettaglio durante l'importante fine settimana del Thanksgiving, mentre nell'Eurozona è sceso l'indice Pmi manifatturiero, con la Germania scivolata sotto la soglia di espansione. Superiore alle attese - ma comunque in calo - è risultato l'indice Smi manifatturiero americano. Sul fronte interno, archiviato con qualche sussulto per l'oro (corsi giù del 2% nelle prime ore) il fine settimana di votazioni, fra gli operatori circolano voci relative alle prossime mosse della Banca nazionale svizzera. Vi è chi ritiene che l'istituto possa approfittare del ritrovato margine di manovra per introdurre tassi negativi quale misura contro il rafforzamento del franco, un provvedimento di cui beneficerebbero le azioni. A livello di singoli titoli si sono mossi in ordine sparso i valori più sensibili ai cicli economici quali ABB (-1,89% a 21,28 franchi), Adecco (-0,44% a 67,55 franchi), Holcim (+0,84% a 71,95 franchi) - che ha ottenuto l'ultimo indennizzo dopo la nazionalizzazione della sua filiale venezuelana - e Geberit (+0,80% a 339,30 franchi). Hanno faticato a trovare un orientamento unitario anche i bancari UBS (-0,29% a 17,35 franchi), Credit Suisse (-0,89% a 25,59 franchi) e Julius Bär (+0,14% a 43,84 franchi). Poco effervescenti sono apparsi, nel segmento assicurativo, Swiss Re (+0,06% a 82,65 franchi) e Zurich (-0,03% a 302,70 franchi). Givaudan (+0,23% a 1726,00 franchi) si è un po' spenta nel finale dopo essere rimasta a lungo in evidenza, grazie a una raccomandazione di Deutsche Bank. Lo stesso istituto ha invece cambiato in negativo un giudizio su Swisscom e l'effetto non è mancato: -1,62% a 577,00 franchi. Fin da subito in difficoltà è apparsa Transocean (-5,38% a 19,36 franchi), che continua a soffrire per la diminuzione del prezzo del petrolio. Vendite meno consistenti hanno interessato il comparto del lusso, con Swatch (-0,65% a 474,40 franchi) in linea con Richemont (-0,50% a 90,40 franchi). Hanno sostenuto il listino i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,48% a 72,90 franchi) e Roche (+0,66% a 291,30 franchi), mentre Novartis (-0,37% a 93,15 franchi) è rimasta penalizzata dai risultati negativi di uno studio concernente il suo farmaco Gilenya. Completano il quadro delle blue chip Actelion (invariata a 114,90 franchi), SGS (+0,10% a 2092,00 franchi) e Syngenta (+0,09% a 318,60 franchi). Nel mercato allargato l'attenzione era concentrata su Von Roll (+5,26% a 1,40 franchi) ed Emmi (-1,07% a 370,25 franchi), che hanno venduto attività all'estero. Tecan (+1,48% a 109,80 franchi) ha corretto al ribasso i suoi obiettivi d'esercizio.

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