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Economia
Borsa svizzera: chiude in ribasso 5a seduta consecutiva, SMI -0,76%
Redazione
9 anni fa

La borsa svizzera chiude la settimana con una seduta in ribasso, la quinta consecutiva: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9220,69 punti, in flessione dello 0,76% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,88% a 10'604,43 punti. Il mercato insiste in una fase discendente avviata già la settimana precedente. Dopo aver raggiunto livelli record i corsi si sono fatti più volatili ed è aumentata la propensione ad effettuare realizzi di guadagno: una correzione che era peraltro attesa dagli operatori. A creare insicurezza fra gli investitori è l'attuale situazione valutaria, con l'indebolimento del dollaro, come pure le incertezze in ambito di politica monetaria: se la Federal Reserve sembra aver tracciato un cammino chiaro non mancano i dubbi riguardo alle future mosse della Banca centrale europea (Bce). Da parte sua la Banca nazionale svizzera (Bns) continua ad osservare con grande interesse gli eventi: negli ultimi giorni il franco svizzero è rimasto sostanzialmente stabile, con il corso dell'euro a circa 1,16. Anche sul fronte congiunturale i segnali non sono univoci: stamane l'Eurozona ha presentato un aumento dei prezzi alla produzione più debole del previsto, mentre dagli Usa sono arrivati due dati che testimoniano le buone condizioni dell'economia: in gennaio la paga oraria dei lavoratori è aumentata a ritmi che non si vedevano dai tempi della recessione, mentre i 200'000 nuovi impieghi creati sono al di sopra delle attese. Sul fronte interno scarseggiavano oggi le notizie di rilievo. Hanno avuto un impatto negativo sul listino Nestlé (-1,24% a 79,42 franchi) - presa di mira da un rapporto della ong Changing Markets Foundation che accusa la multinazionale di aver diffuso pubblicità ingannevole sul latte in polvere - e Novartis (-1,05% a 82,64 franchi), mentre in contro tendenza è apparso il terzo peso massimo difensivo, Roche (+0,47% a 224,15 franchi). Male orientati si sono rivelati i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-1,38% a 25,67 franchi), Adecco (-1,41% a 75,30 franchi), Geberit (-0,89% a 435,60 franchi), LafargeHolcim (-1,61% a 56,28 franchi) e Sika (-2,25% a 7820,00 franchi). Vendite sono state segnalate anche nel settore del lusso, con Swatch (-2,34% a 417,20 franchi) ancora più debole di Richemont (-1,27% a 88,78 franchi): i due titoli erano saliti notevolmente dopo la presentazioni dei conti da parte di Swatch. Hanno ripiegato nel finale UBS (-0,60% a 18,94 franchi), Credit Suisse (-0,99% a 18,06 franchi) e Julius Bär (-1,24% a 63,58 franchi), nel giorno in cui Deutsche Bank ha diffuso risultati in linea con le attese. Fra gli assicuratori Zurich (+0,10% a 307,80 franchi) e Swiss Re (+0,57% a 92,22 franchi) si sono fatti preferire a Swiss Life (-0,31% a 351,20 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-1,58% a 2179,00 franchi), SGS (-1,16% a 2469,00 franchi), Swisscom (-0,20% a 506,80 franchi) e Lonza (-0,16% a 251,60 franchi). Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Implenia (+2,85% a 70,45 franchi), che ha fornito indicazioni positive sul secondo semestre 2017. Bucher (-2,03% a 414,80 franchi) ha invece sofferto per un cambiamento di raccomandazione da pare di Baader Helvea. Sotto pressione è apparsa Wisekey (-3,07% a 5,69 franchi), che ha subito il forte calo dei corsi delle criptovalute.

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