
La borsa svizzera scommette su Hillary e inizia la settimana in netto rialzo: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7735,22 punti, in progressione dell'1,87% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha guadagnato l'1,77% a 8480,29 punti. "Al momento l'interesse dei mercati è focalizzato sulle elezioni americane", ha commentato un operatore. La crescita dei corsi odierna - che segue una settimana negativa, con l'SMI ai minimi da giugno, l'epoca del voto sulla Brexit - è la più forte da mesi. Gli investitori hanno guardato con favore agli ultimi sviluppi negli Usa. Una vittoria di Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali viene considerata più probabile, dopo che nel fine settimana l'Fbi ha chiuso il capitolo della vicenda delle email della candidata democratica. Stando agli esperti un successo di Donald Trump rappresenterebbe per contro un fattore di incertezza con ripercussioni negative sulle piazze finanziarie. Gli investitori continuano anche a seguire con attenzione gli sviluppi della politica monetaria. Gli ultimi dati sul mercato del lavoro americano pubblicati venerdì rendono ancora più verosimile il previsto aumento dei tassi in dicembre da parte della Federal Reserve. Sul fronte interno le riserve di divise della Banca nazionale svizzera sono salite anche in ottobre: l'istituto ha fatto anche sapere di essere pronto a nuovi interventi sul mercato delle divise in caso di turbolenze legate alle elezioni americane. Per quanto riguarda i singoli titoli oggi si sono messi in evidenza i bancari UBS (+4,18% a 13,71 franchi), Credit Suisse (+3,87% a 12,62 franchi) e Julius Bär (+3,19% a 39,51 franchi). Nello stesso comparto finanziario si sono mossi bene anche gli assicurativi Zurich (+2,53% a 255,40 franchi), Swiss Life (+3,00% a 261,10 franchi) e Swiss Re (+1,29% a 90,40 franchi). Fra i valori più sensibili ai cicli economici i riflettori erano puntati su LafargeHolcim (+4,48% a 53,65 franchi): dopo i trimestrali di venerdì il gigante del cemento ha beneficiato di raccomandazioni di diversi analisti ed è risultato ancora più ispirato di ABB (+2,26% a 20,36 franchi), Adecco (+1,14% a 57,70 franchi) - che domani renderà noti i trimestrali - e Geberit (+1,52% a 408,60 franchi). Anche Richemont (+2,34% a 67,90 franchi) ha convinto gli osservatori: si sta facendo largo l'opinione che per il settore orologiero il peggio sia ormai alle spalle, un sentimento generale che ha avvantaggiato anche Swatch (+1,84% a 298,80 franchi). Nel comparto farmaceutico gli occhi erano rivolti ad Actelion (+1,33% a 137,10 franchi), che ha pubblicato dati clinici relativi a un nuovo preparato. Non molto distanti hanno fluttuato Novartis (+1,69% a 69,30 franchi) e Roche (+2,04% a 224,60 franchi), mentre già più staccato è apparso il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,92% a 71,15 franchi). Completano il quadro delle blue chip Givaudan (+0,92% a 1873,00 franchi), SGS (+0,96% a 1999,00 franchi), Swisscom (+0,43% a 443,10 franchi) e Syngenta (+1,61% a 390,20 franchi). Nel mercato allargato Molecular Partners (-0,66% a 22,75 franchi) è apparsa indebolita dall'annuncio della partenza con effetto immediato del suo CEO Christian Zahnd per problemi di salute. Ypsomed (+5,63% a 187,50 franchi) era invece favorita da un cambiamento di obiettivo di corso da parte di Credit Suisse.
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