
La Borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni odierne in netto rialzo malgrado dati in chiaroscuro sul mercato del lavoro americano. L'indice dei titoli guida SMI ha guadagnato l'1,22% a 8'318.60 punti, mentre l'indice complessivo SPI ha fatto segnare una progressione dell'1,14% a quota 7'941.18. La disoccupazione negli Stati Uniti è scesa a gennaio al 6,6%, ai minimi da cinque anni: i posti di lavoro sono cresciuti di 113'000 unità, meno delle attese che erano di 180'000. Sui mercati è stata peraltro modesta la sbandata dovuta al ricorso alla Corte europea da parte della Corte costituzionale tedesca contro il programma di acquisto di bond della Bce. I bancari sono risultati contrastati, con UBS che è avanzata dello 0,22% (a 18.42 franchi), mentre Credit Suisse è arretrata dello 0,87% (a 27.22 franchi). Tonfo per Julius Bär, scesa del 2,36% (a 40.62 franchi). I listini sono stati sostenuti dai pesi massimi difensivi: il gigante dell'alimentare Nestlé è avanzato dell'1,65% (a 67.60 franchi), mentre i farmaceutici Novartis e Roche si sono rafforzati nella misura rispettivamente dell'1,12% (a 72.20 franchi) e del 2,09% (a 254.00 franchi). Actelion è salita dell'1,57% (a 90.45 franchi). Di segno più anche i ciclici Adecco (+1,38% a 73.30 franchi), ABB (+0,93% a 22.74 franchi) e Syngenta (+1,78% a 314.50 franchi), che ha recuperato in parte le perdite (-3,5%) subite dopo la presentazione, mercoledì, dei risultati annuali. Sul mercato allargato EMS -Chemie è cresciuta del 3,81%: stamane l'impresa controllata dalla famiglia Blocher ha annunciato un utile netto in crescita del 18,3% a 324 milioni di franchi. Vontobel, che ha realizzato nel 2013 un utile di 122,3 milioni di franchi, in leggero calo dell'1% rispetto all'esercizio precedente, ha chiuso a -2,31%.
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