
Seduta molto nervosa per la Borsa svizzera, che ha chiuso in rialzo una giornata trascorsa per larga parte in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8795,13 punti, in progressione dello 0,94% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,87% a 8654,09 punti. Attualmente la grande incognita è rappresentata dal crollo del rublo, con i problemi che esso può comportare per il sistema finanziario russo e con i potenziali rischi di contagio per altri paesi. Anche il calo del prezzo del petrolio continua a generare grattacapi. Sull'umore degli investitori hanno poi a lungo pesato deboli dati congiunturali cinesi, i timori di un innalzamento prima del previsto dei tassi negli Usa e l'instabilità politica in Grecia. Gli investitori attendono con ansia la decisione sui tassi che prenderà domani la Federal Reserve americana e sono costretti a tenere conto dell'avvicinarsi del "giorno della streghe": venerdì scadranno infatti numerosi derivati su indici e azioni. Proprio l'appropinquarsi dei termini sul mercato Eurex ha reso oggi insolitamente instabili i pesi massimi difensivi Nestlé (+1,45% a 70,10 franchi), Novartis (+0,51% a 89,10 franchi) e Roche (+0,72% a 281,30 franchi), che dopo aver ceduto fortemente terreno hanno recuperato in modo spettacolare nel finale. Assai irrequieti si sono mostrati anche i bancari UBS (+0,84% a 16,81 franchi), Credit Suisse (+0,04% a 24,17 franchi) e Julius Bär (+1,32% a 43,64 franchi), mentre un po' più di stabilità hanno mostrato gli assicurativi Swiss Re (+0,62% a 81,30 franchi) e Zurich (+1,49% a 299,00 franchi). ABB (+1,66% a 20,18 franchi) ha annunciato una joint venture con la giapponese Hitachi, mentre Holcim (+1,72% a 68,15 franchi) ha approfittato del via libera deciso da Bruxelles alla sua fusione con Lafarge. Non hanno presentato un orientamento unitario altri titoli particolarmente sensibili ai cicli economici come Adecco (+2,34% a 65,70 franchi) e Geberit (-0,27% a 327,70 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,20% a 443,50 franchi) si è mossa in linea con Richemont (-0,06% a 85,55 franchi). Particolarmente toniche sono apparse Transocean (+7,30% a 16,91 franchi) - valore peraltro massacrato negli ultimi mesi - e SGS (+4,13% a 1965,00 franchi). Syngenta (+2,12% a 303,90 franchi) si è vista autorizzare, stando ai media, un mais transgenico in Cina. Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,27% a 112,20 franchi), Givaudan (-0,11% a 1753,00 franchi) e Swisscom (+0,44% a 566,00 franchi). Nel mercato allargato tonfo di Meyer Burger (-21,89% a 4,46 franchi franchi), penalizzata da un cambiamento di raccomandazione di Credit Suisse e, più in generale, dalla flessione del prezzo del petrolio. In difficoltà anche Schmolz+Bickenbach (-7,96% a 1,04 franchi), che ha sospeso il processo di dismissione delle sue attività di distribuzione in quattro paesi.
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