
La borsa svizzera ha chiuso anche la quarta seduta settimanale in rialzo: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7964,68 punti, in progressione dello 0,64% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,63% a 8695,42 punti. Dopo un inizio titubante il mercato si è rapidamente risollevato e si è mosso senza scossoni per tutta la giornata. I corsi sono apparsi stabili, in grado quindi di difendere il terreno conquistato dopo l'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Gli investitori rimangono impegnati nella valutazione degli effetti che il cambio di inquilino alla Casa Bianca avrà sui vari rami economici. Ma l'attenzione si sta spostando anche alla riunione Opec di fine novembre e al 4 dicembre, data del referendum in Italia e delle elezioni in Austria: tutti appuntamenti che potrebbero far crescere il nervosismo. Sul fronte della politica monetaria davanti a una commissione del Congresso americano la presidente della Federal Reserve Janet Yellen ha fatto sapere che le chance di un aumento dei tassi sono rafforzate. ''Mi aspetto che la crescita economica continui a una velocità moderata sufficiente a rafforzare ulteriormente il mercato del lavoro e a far tornare l'inflazione al 2% nei prossimi anni'', ha detto. Gli ultimi dati pubblicati oggi sembrano darle ragione: il rincaro in ottobre è salito al +0,4% e la scorsa settimana le richieste sussidi disoccupazione sono scese ai minimi da 40 anni. In Svizzera gli occhi erano puntati su Zurich (+1,79% a 267,30 franchi), che nella giornata degli investitori ha annunciato un programma di risparmi e la prospettiva del mantenimento di un dividendo attraente. Bene orientati sono risultati anche gli altri due assicurativi, Swiss Life (+0,44% a 275,20 franchi) e Swiss Re (+1,08% a 93,25 franchi). Nel comparto bancario si è messa in luce Julius Bär (+1,89% a 44,76 franchi), che ha superato le attese riguardo ai fondi in gestione nei primi dieci mesi. Meno tonici sono sembrati Credit Suisse (-0,42% a 14,30 franchi) - che ha sofferto per i realizzi di guadagno dopo sette sedute in crescita - e UBS (+0,50% a 16,07 franchi). Fra i valori più sensibili ai cicli economici hanno svettato Adecco (+1,41% a 61,30 franchi), LafargeHolcim (+1,01% a 54,90 franchi) e Geberit (+1,25% a 405,40 franchi), mentre ha arrancato ABB (+0,14% a 21,04 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+1,01% a 300,20 franchi) ha chiuso dietro a Richemont (+1,77% a 66,15 franchi). Swisscom (+0,81% a 437,00 franchi) ha reagito con favore alle dichiarazioni del responsabile delle finanze circa nuovi risparmi. Dinamici si sono dimostrati i pesi massimi difensivi Novartis (+0,69% a 72,70 franchi) e Roche (+0,82% a 234,20 franchi), mentre è apparso in frenata Nestlé (-0,07% a 69,00 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (+1,17% a 1811,00 franchi), SGS (+1,02% a 1986,00 franchi) e Syngenta (+0,61% a 382,40 franchi). Nel mercato allargato non si arresta il calo di Meyer Burger (-5,26% a 1,80 franchi), che dopo l'annuncio di una ricapitalizzazione la settimana scorsa ha perso circa il 20%. Dall'inizio dell'anno l'azione ha lasciato sul terreno quasi il 70% del suo valore.
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