
La borsa svizzera ha chiuso in rialzo una seduta a lungo poco dinamica. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8214,30 punti, in progressione dello 0,63% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,47% a 8924,73 punti. Al centro dell'attenzione figurava la politica monetaria: la Federal Reserve ha operato un aumento del costo del denaro, segnalando inoltre che procederà più velocemente del previsto con ulteriori ritocchi. Da parte sua la Banca nazionale svizzera non ha invece toccato il tasso di riferimento. Il corso dell'euro è rimasto stabile, mentre il dollaro è salito ai massimi dell'anno sul franco. Tutto quanto era sostanzialmente preventivato e per lunghe ore sono quindi mancati gli impulsi in grado di dare un orientamento deciso ai corsi. Il mercato elvetico si è così mosso all'interno di una stretta banda di oscillazione, per poi mostrare un po' di brio solo nel finale sulla scia di Wall Street. In evidenza è rimasta per tutta la giornata Credit Suisse (+4,05% a 15,92 franchi), ancora più tonica degli altri due bancari UBS (+1,27% a 16,78 franchi) e Julius Bär (+1,34% a 46,74 franchi). È opinione comune che l'ulteriore aumento dei tassi previsto negli Usa avrà un impatto positivo sui ricavi degli istituti. Nello stesso comparto finanziario hanno brillato meno gli assicurativi Zurich (+0,40% a 278,20 franchi), Swiss Life (+0,80% a 289,90 franchi) e Swiss Re (+0,47% a 96,70 franchi). In positivo ha terminato la gran parte dei valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,47% a 21,60 franchi), Adecco (+1,73% a 67,60 franchi) e LafargeHolcim (+1,14% a 53,40 franchi), mentre ha arrancato Geberit (-0,10% a 401,60 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,44% a 308,30 franchi) si è trovata in difficoltà come Richemont (-0,90% a 66,35 franchi). Actelion (+4,33% a 197,50 franchi) è rimasta sorvegliata speciale anche dopo la rinuncia all'acquisizione da parte di Johnson & Johnson: ora potrebbe farsi avanti la francese Sanofi. Nello stesso comparto farmaceutico hanno avanzato Novartis (+1,66% a 73,40 franchi) e Roche (+0,65% a 232,80 franchi). Meno ispirato è apparso il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,14% a 72,45 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (+0,78% a 1820,00 franchi), SGS (+0,63% a 2070,00 franchi), Swisscom (+0,22% a 449,40 franchi) e Syngenta (+1,65% a 413,20 franchi). Nel mercato allargato va segnalato il tonfo di Lonza (-4,60% a 161,80 franchi), che ha annunciato l'acquisizione dell'americana Capsugel: i dubbi degli investitori riguardano sia il prezzo, sia questioni più di fondo legate alla strategia del gruppo. Il titolo si era trovato sotto pressione già nelle scorse sedute, dal momento della conferma di negoziati in corso fra le due aziende.
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