
La borsa svizzera ha chiuso la settimana con una seduta in rialzo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7188,22 punti (+0,62% rispetto a ieri), segnando in giornata anche un massimo pluriennale, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,55% a 6619,71 punti. Stando agli operatori il clima generale si è molto rasserenato negli ultimi tempi. "Gli investitori sono nettamente più propensi ad assumersi rischi", osserva uno specialista citato dalla Reuters. A salire sono in particolar modo i titoli difensivi, perché questi valori presentano margini di recupero nei confronti dei balzi in avanti già effettuati dai bancari e dai ciclici: questi ultimi hanno infatti già approfittato dell'allentamento della tensione sul fronte dell'Eurozona e del miglioramento delle prospettive economiche. Insomma molti investitori, avendo perso un treno, cercano il modo di rientrare sul mercato prendendone un altro. Anche i primi dati aziendali provenienti dall'estero fanno ben sperare. Wells Fargo ha reso noto un utile record per il quarto trimestre 2012: si tratta della prima banca americana a pubblicare i risultati annuali, mentre martedì seguiranno Goldman Sachs e JP Morgan. Per quanto riguarda i dati macroeconomici americani non hanno avuto un impatto né il deficit commerciale salito in novembre, contro le previsioni che lo davano in calo, né i prezzi all'importazione risultati in flessione in dicembre. Un certo sostegno è invece giunto dal buon risultato dell'asta di titoli di stato in Italia. In Svizzera le notizie di rilievo scarseggiavano e molti investitori hanno assunto un atteggiamento passivo in vista delle diverse notizie importanti attese per la settimana prossima. L'SMI è però riuscito ugualmente ad aggiornare il suo massimo, salendo poco prima della chiusura a quota 7194,33 punti, un livello mai più toccato dal settembre 2008. Per quanto riguarda i singoli titoli un buon sostegno al listino è stato fornito da Nestlé (+0,66% a 61,25 franchi), che ha beneficiato di una raccomandazione da parte di Merrill Lynch, e da Roche (+1,40% a 195,20 franchi), ai massimi da quattro anni e mezzo: in questo caso sembra incidere l'epidemia di influenza negli Usa. In positivo si è mosso anche il terzo peso massimo difensivo, Novartis (+0,42% a 59,85 franchi). Hanno per contro palesato qualche difficoltà i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (invariato a 19,63 franchi) e Holcim (-0,89% a 66,70 franchi), valore già ieri sotto pressione a causa dei realizzi di guadagno. Prese di beneficio sono segnalate anche nel segmento del lusso, con Swatch (-0,67% a 492,30 franchi) che fa peggio di Richemont (+0,53% a 76,40 franchi). Tutti in positivo i bancari UBS (+1,41% a 15,85 franchi), Credit Suisse (+0,08% a 25,10 franchi) e Julius Bär (+3,51% a 35,43 franchi): per quest'ultimo istituto gli specialisti segnalano la necessità di recupero, visto che ha chiuso il 2012 in negativo, quale unica blue chip. Indeciso sull'orientamento è stato il comparto assicurativo, con Swiss Re (+0,58% a 69,45 franchi) e Zurich (-0,51% a 253,20 franchi). Ha perso un po' di vigore, con il passare delle ore, la sempre volatile Transocean (+0,90% a 49,38 franchi). ATS
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