
Inizio di settimana positivo per la borsa svizzera, che nel corso della seduta ha fatto segnare anche un nuovo massimo dell'anno (6874,04 punti, il livello più elevato dall'aprile del 2010). L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6838,70 punti (+0,27% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,23% a 6289,91 punti. Come sempre molto volatile si è dimostrata Transocean (+0,75% a 42,76 franchi), che venerdì sera ha annunciato la vendita di 38 piattaforme petrolifere per un ammontare superiore al miliardo di dollari e che è arrivata oggi a guadagnare il 3%. Hanno rallentato nel finale anche altri titoli particolarmente sensibili alla congiuntura, come ABB (+0,28% a 18,11 franchi) e Holcim (+0,31% a 63,70 franchi), nonché - nel segmento del lusso - Swatch (+0,71% a 450,80 franchi) e Richemont (+0,35% a 71,70 franchi). Fra i bancari è rimasta ferma al palo Credit Suisse (invariata a 21,94 franchi), mentre hanno terminato in rialzo Julius Bär (+0,82% a 32,00 franchi) e UBS (+0,41% a 14,56 franchi), protagonista di una partenza difficile. Stando a notizie di stampa il principale istituto elvetico starebbe concordando una sanzione di oltre 450 milioni di dollari per mettere fine all'inchiesta sulla manipolazione del Libor a Londra. Non hanno presentato un orientamento unitario gli assicurativi Swiss Re (-0,15% a 66,65 franchi) e Zurich (+0,59% a 237,90). In ordine sparso hanno pure chiuso i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,16% a 60,75 franchi), Novartis (+0,52% a 57,65 franchi) e Roche (-0,22% a 182,00 franchi). Nel mercato allargato, Alpiq (-0,56% a 142,20 franchi) ha annunciato la cessione della sua partecipazione in Repower (+9,57% a 230,10 franchi l'azione al portatore, +0,53% a 191,00 franchi il buono di partecipazione). Aryzta (-0,32% a 46,70 franchi) ha presentato il dato sul fatturato trimestrale. In evidenza Charles Vögele (+10,21% a 15,65 franchi), sull'onda di voci che una volta ancora la vogliono al centro di un'acquisizione: come in passato il "sospettato" numero uno è Migros. Ancora sotto pressione, come già la settimana scorsa, è Swiss Life (-2,42% a 121,00 franchi). ATS
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