
La borsa svizzera ha chiuso con l'indice SMI dei titoli guida in lieve progressione dello 0,20% a 8'640,80 punti, mentre l'indice complessivo SPI è salito dello 0,27% a quota 10'396,23. Partiti al rialzo dopo l'incontro tra il presidente USA Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, i listini hanno progressivamente perso vigore con passaggi in corso di seduta sotto la soglia della parità. "I due hanno parlato, ma non hanno deciso nulla", ha commentato un investitore. Sulle contrattazioni ha pesato inoltre la pubblicazione dell'indice Zew che misura le aspettative degli investitori in Germania, risultato peggiore delle attese degli analisti. In linea con i pronostici, invece, il dato sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, che in maggio sono saliti dello 0,2%, mentre su base tendenziale l'aumento è stato del 2,8%, ai massimi degli ultimi sei anni. L'attenzione degli operatori si è intanto spostata sulla riunione della Fed, che domani annuncerà le proprie decisioni di politica monetaria, con un previsto aumento dei tassi di un quarto di punto. Giovedì toccherà alla Bce e venerdì alla Bank of Japan. Sulla piazza zurighese i titoli difensivi hanno recuperato terreno sul finale, con il gigante dell'alimentare Nestlé a +0,46% (a 74.54 franchi), mentre più modesti sono stati i passi avanti dei farmaceutici Novartis (+0,24% a 74.68 franchi) e Roche (+0,05% a 209.75 franchi). Contrastati i bancari: UBS (+0,16% a 15.72 franchi ) e Julius Bär (+0,20% a 60.38 franchi) sono riuscite a mantenersi a galla, ma non Credit Suisse, che è scivolata all'indietro dello 0,22 % (a 15.66 franchi). Nello stesso comparto finanziario Zurich Insurance (+0,77% a 302.00 franchi) ha fatto meglio di Swiss Re (+0,20% a 88.82 franchi) e di Swiss Life (-0,17% a 348.80 franchi). Nel segmento del lusso negativa sia Swatch (-1,49% a 490.00 franchi), sia Richemont (-0,48% a 92.12 franchi). In una giornata povera di risultati aziendali Sika ha registrato un progresso dell'1,30% (a 8'590.00 franchi), dopo che nel corso della seduta aveva superato i due punti percentuali. ABB, tra i titoli più esposti alle variazioni congiunturali, ha chiuso a +0,61% (a 23.02 franchi) dopo dichiarazioni del CEO Ulrich Spiesshofer, secondo cui il colosso energetico svizzero potrebbe procedere a una massiccia riduzione di impieghi in conseguenza dei dazi all'importazione sull'alluminio e sull'acciaio imposti da Washington. Sul mercato allargato Landis+Gyr ha fatto un balzo del 3,19% (a 69.50 franchi).
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