
Inizio di settimana positivo per la borsa svizzera, che ha chiuso la seduta in rialzo seppur ripiegando dai massimi di giornata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7202,52 punti (+0,20% rispetto a venerdì), con l'SMI per la prima volta oltre i 7200 punti dal settembre 2008. Da parte sua il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,23% a 6634,68 punti. Il 2013 è partito decisamente bene per il mercato azionario: stando alla Banca cantonale di Zurigo negli ultimi 30 anni un avvio così brillante è stato registrato solo nel 2003, ma in quell'occasione vi era poi stata una correzione: a fine gennaio la performance era scesa a -5%. Oggi l'SMI è salito fino a quota 7230,77 punti, per poi ripiegare in particolare a causa dello scarso dinamismo di Wall Street. L'atmosfera generale era comunque buona, grazie alle notizie positive provenienti dalla Cina e al miglioramento delle previsioni di crescita dell'economia americana, secondo i dati della Federal Reserve. La settimana si annuncia importante sul fronte dei risultati aziendali, soprattutto negli Usa. Per quanto riguarda la Svizzera un impulso è stato fornito anche da un certo indebolimento del franco rispetto all'euro: la moneta europea, dopo aver venerdì superato quota 1,22 franchi, ha raggiunto oggi 1,2277 franchi. A livello societario l'attenzione era concentrata su Swatch (+4,20% a 513,00 franchi), che ha annunciato l'acquisto dell'americana Harry Winston: un'operazione bene accolta dagli analisti, anche alla luce delle notevoli disponibilità finanziarie del gruppo. Nello stesso segmento del lusso si è mossa bene anche Richemont (+1,05% a 77,20 franchi). Sia Swatch che Richemont hanno peraltro beneficiato anche di raccomandazioni di Deutsche Bank. In evidenza è stata pure Transocean (+2,88% a 50,80 franchi), che ha fatto sapere di avere un nuovo grande azionista, il noto finanziere americano Carl C. Icahn, che ha acquisito il 3,3% del capitale. Dall'inizio dell'anno il titolo ha guadagnato oltre il 25%. Meno tonici sono apparsi per contro altri valori legati alla congiuntura come ABB (-0,71% a 19,49 franchi) e Adecco (-0,60% a 49,95 franchi). Ben orientato è risultato il comparto bancario, con Credit Suisse (+1,99% a 25,60 franchi), UBS (+1,07% a 16,02 franchi) - per la prima volta da un anno e mezzo sopra i 16 franchi - e Julius Bär (+0,90% a 35,75 franchi). Givaudan (-0,46% a 983,50 franchi) ha sofferto per un cambiamento di raccomandazione di HSBC. In difficoltà anche gli assicurativi Swiss Re (-0,79% a 68,90 franchi) e Zurich (-0,16% a 252,80 franchi). Non hanno presentato un andamento unitario i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,16% a 61,15 franchi), Novartis (+0,33% a 60,05 franchi) e Roche (-0,31% a 194,60 franchi). Nel mercato allargato il franco più debole ha messo le ali a diverse aziende orientate all'esportazione, come Arbonia-Forster (+3,69% a 23,90 franchi) e Burckhardt (+3,13% a 329,00 franchi). Clariant ha comunicato l'acquisizione della francese CRM International (-2,02% a 12,15 franchi), ma a pesare negativamente sono state essenzialmente le indicazioni di HSBC. Cytos (+16,07% a 3,90 franchi) ha beneficiato di acquisti speculativi, come già venerdì. ATS
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