
Grazie a un'accelerazione nel finale la borsa svizzera chiude la prima seduta della settimana in lieve rialzo, dopo aver trascorso la gran parte della giornata in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8927,05 punti (+0,13% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,09% a 8776,22 punti. Il mercato è partito debole sulla scia dell'inatteso ritorno del Giappone in recessione. I timori sulla tenuta della congiuntura mondiale sono stati rinfocolati anche dagli ultimi dati sulla produzione industriale americana, scesa in ottobre contro le aspettative, e sull'attività manifatturiera nella regione di New York, progredita a ritmi meno sostenuti delle previsioni. Qualche investitore ha preferito quindi realizzare i guadagni, considerato che la settimana scorsa l'SMI ha raggiunto il suo massimo annuale a 8970,84 punti. La pressione al ribasso si è comunque rivelata contenuta e i volumi di scambio sono apparsi relativamente scarsi. Interesse ha suscitato il discorso all'Europarlamento del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, che ha parlato di un possibile acquisto di debito sovrano. A far discutere sono stati peraltro anche due importanti matrimoni aziendali, quello fra Actavis e Allergan, nonché quello concernente Halliburton e Baker Hughes. Per quanto riguarda i singoli titoli, tendenzialmente deboli si sono mostrati i bancari UBS (-0,47% a 16,80 franchi), Credit Suisse (+0,04% a 25,27 franchi) e Julius Bär (-0,59% a 42,40 franchi). Gli assicurativi Swiss Re (-0,37% a 80,55 franchi) e Zurich (+0,24% a 292,20 franchi) non hanno mostrato un orientamento univoco. Sono riusciti a risalire la china rispetto ai minimi di seduta i titoli maggiormente dipendenti dai cicli economici quali ABB (+0,23% a 21,52 franchi), Adecco (+0,08% a 63,60 franchi), Geberit (-0,64% a 324,50 franchi) e Holcim (-0,73% a 68,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,22% a 453,80 franchi) è apparsa più tonica di Richemont (-0,12% a 83,05 franchi). Protagonista inizialmente di una buona performance Transocean (-0,08% a 24,85 franchi) si è spenta nel finale. Non hanno presentato un orientamento univoco nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,07% a 71,40 franchi), Novartis (+0,55% a 90,95 franchi) e Roche (+0,28% a 284,20 franchi): quest'ultimo gruppo ha interrotto una cooperazione per un farmaco contro il cancro alla prostata e ha annunciato il via libera ad Avastin negli Usa per una nuova forma di cancro. Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,45% a 110,50 franchi), Givaudan (+0,25% a 1632,00 franchi), SGS (+0,09% a 2124,00 franchi), Swisscom (+0,44% a 569,00 franchi) e Syngenta (-0,03% a 312,90 franchi) Nel mercato allargato hanno deluso i risultati semestrali di Sonova (-0,95% a 145,60 franchi). Danaher ha annunciato la riuscita dell'offerta pubblica di acquisto su Nobel Biocare (+0,88% a 17,10 franchi). Sulzer (-2,32% a 109,40 franchi) ha arretrato vistosamente dopo che sulla stampa domenicale il presidente Klaus Stahlmann ha parlato di un peggioramento del quadro economico. Sotto pressione è rimasta Arbonia Forster Holding (-4,99% a 20,95 franchi), che soffre per l'abbassamento degli obiettivi comunicato la settimana scorsa.
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