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Economia
Borsa svizzera chiude in progressione, SMI +0,40%
Redazione
8 anni fa

La Borsa svizzera ha terminato in positivo l'ultima seduta settimanale. L'indice principale SMI avanza dello 0,40% a 8'931.85 punti, quello allargato SPI dello 0,49% a 10'353.92 punti. Dopo un avvio cauto, gli investitori hanno preso fiducia a seguito della pubblicazione dei dati relativi agli impieghi a febbraio negli Stati Uniti. La disoccupazione è rimasta invariata per il quinto mese consecutivo al 4,1%: grazie a ciò, la Fed potrà ora temporeggiare prima di intervenire sui tassi. I posti di lavoro creati sono invece stati 313'000, più dei 205'000 pronosticati dagli analisti. In mattinata l'avvicinamento fra Usa e Corea del Nord sul tema del nucleare, che nella notte aveva galvanizzato le piazze asiatiche, non aveva inciso particolarmente. Per quel che concerne la politica di Washington sui dazi, Economiesuisse ha calmato le acque, affermando in una nota odierna che gli effetti diretti sulla Confederazione resteranno limitati. Tra le blue chip, l'unica ad arretrare è UBS, che cede lo 0,49% a 17.40 franchi, ma perlomeno limita i danni con un sprint finale. Nel suo rapporto di gestione pubblicato oggi, il numero uno bancario elvetico ha annunciato che l'utile registrato nel 2017 è stato ritoccato al ribasso rispetto a quanto indicato inizialmente a gennaio. Esso è infatti sceso di 112 milioni a 1,05 miliardi. L'istituto finanziario ha anche reso noto il salario del CEO Sergio Ermotti per il 2017: 14,2 milioni di franchi, contro i 13,7 milioni nel 2016. La parte variabile della remunerazione del manager ticinese si è attestata a 11,4 milioni, la busta paga di base a 2,5 milioni e gli altri indennizzi a 300'000 franchi. UBS sta inoltre riflettendo sul passaggio alla contabilità in dollari. Tra gli altri bancari, positivi sia Credit Suisse (+0,47% a 17.25 franchi), sia Julius Baer che guadagna lo 0,43% a 60.60 franchi. Fra i pesi massimi difensivi emerge Nestlé (+0,82% a 76.26 franchi), più timide Novartis (+0,26% a 78.36 franchi) e Roche (+0,11% a 229.00 franchi). Zurich Insurance (+0,26% a 309.70 franchi) ha fatto sapere che il suo presidente della direzione Mario Greco ha incassato 8,6 milioni di franchi l'anno scorso. Peggio sono andati gli altri due assicurativi Swiss Re (+0,21% a 96.92 franchi) e Swiss Life (+0,15% a 337.90 franchi). Sugli scudi il settore del lusso grazie a Swatch (+1,16% a 402.70 franchi) che è la più apprezzata dell'intero listino, la cui performance è imitata almeno parzialmente da Richemont (+0,86% a 84.14 franchi). Tutti in progressione anche i ciclici, con ABB (+1,13% a 23.31 franchi) che mette in fila Geberit (+0,95% a 435.80 a franchi), Sika (+0,59% a 7'735.000 franchi), LafargeHolcim (+0,19% a 53.12 franchi) e Adecco (+0,11 a 70.40 franchi). Piuttosto tonica anche SGS (+0,78% a 2'451.00 franchi) e sopra la linea di demarcazione chiudono pure Givaudan (+0,68% a 2'216.00 franchi), Lonza (+0,51% a 235.70 franchi) e Swisscom (+0,35 a 509.60 franchi) Nel mercato allargato hanno annunciato i conti annuali la zurighese Schweiter (+2,60% a 1'186.00 franchi), il cui utile è più che raddoppiato rispetto al 2016, e la sangallese SFS (+1,30% a 108.80 franchi), che ha pure presentato buoni risultati, conformi alle previsioni degli analisti.

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