
Borsa svizzera in saliscendi oggi, ma al di sopra della parità. I listini, che avevano toccato la linea di demarcazione a mezzogiorno, sono migliorati leggermente nel pomeriggio sulla scia di dati congiunturali americani. In seguito si sono mossi parallelamente a Wall Street. L'indice principale SMI ha chiuso con un rialzo dello 0,39% a 6422,2 punti. L'indice complessivo SPI ha terminato gli scambi a quota 5520,93 (+0,33%). Alla vigilia della festività di Thanksgiving, negli Stati Uniti è stato comunicato che la spesa personale in ottobre ha registrato un rialzo dello 0,7%, superiore alla previsione. Le richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 35.000 unità a 466.000 la settimana scorsa, toccando il livello più basso a da settembre 2008. Il dato è migliore delle stime. Forte incremento poi per i dati sulle vendite di case nuove, che a ottobre hanno segnato un balzo del 6,2%. Infine l'indice della fiducia dei consumatori americani è salito un po' più dei pronostici. Sotto la luce dei riflettori oggi figurava il titolo Swisscom, dopo la notizia del matrimonio nella Confederazione di Orange e Sunrise. La transazione darà vita a un forte concorrente dell'operatore tradizionale. L'azione è aumentata dello 0,62% (a 392,30 franchi). "Per ora riteniamo che non vi siano grossi inconvenienti per Swisscom, poiché la guerra sui prezzi è già intensa", ha commentato Michael Inauen, analista presso la Banca cantonale di Zurigo. In caso di difficoltà nel processo di integrazione tra Orange e Sunrise, Swisscom potrebbe perfino trarne beneficio, ha aggiunto. Serge Rotzer, della banca Vontobel, dubita che ne risulti una maggiore pressione concorrenziale, poiché France Telecom (proprietaria di Orange) in un primo tempo concentrerà gli sforzi sull'attuazione di sinergie. Fra le altre blue chip si è messa in luce Richemont, avanzata del 5,88% (a 34,56 franchi), dopo il miglioramento della valutazione da parte del Credit Suisse. Sulla scia del produttore ginevrino di beni di lusso si è rafforzato anche Swatch Group (+2,57% a 263,60 franchi). In netto rialzo anche Swiss Re (+2,07% a 50,30 franchi), mentre Swiss Life (-0,53% a 131 franchi) e Zurich Financial (-0,70% a 225,70 franchi) sono al di sotto della parità. Quanto ai bancari, l'UBS ha perso lo 0,62% (a 16,06 franchi). Ieri la banca ha contestato un calcolo della quota del capitale commisurata ai rischi, fatto da Standard & Poor's; secondo l'UBS essa è del 7,7% e non del 2,2% come indicato nel rapporto dell'agenzia di valutazione del credito. Il Credit Suisse è in flessione dell'1,18% (a 54,40 franchi) e la Julius Bär dell'1,36% (a 34,85 franchi). Secondo quanto indicato a un giornale dal direttore generale del Fmi Dominique Strauss-Kahn, il sistema bancario cela ancora importanti perdite: "il 50% potrebbe essere ancora nascosto nei bilanci". "La proporzione è più forte in Europa che negli Usa" ha aggiunto. Tra i pesi massimi difensivi, Roche è in progresso dello 0,48% (a 168,20 franchi). L'impresa ha presentato in Europa la richiesta di omologazione per il suo farmaco oncologico Avastin in combinazione con una serie di chemioterapie. Inoltre il Ceo Severin Schwan ha detto alla Handelszeitung che nel 2009 il gruppo crescerà nettamente più del mercato sia nel settore Pharma sia in quello diagnostico. La Novartis è cresciuta dello 0,45% (a 55,85 franchi). Il gigante basilese ha sottoscritto un contratto di licenza con la società biotecnologica americana Incyte Corporation riguardante lo sviluppo di due preparati da utilizzare nel trattamento di gravi casi di leucemia e tumori. Anche Nestlé (+0,83% a 48,62 franchi) ha sostenuto il listino. ATS
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