
La Borsa svizzera, dopo aver iniziato le contrattazioni al di sotto della linea di demarcazione, è rapidamente risalita e si è mantenuta in positivo per tutta la giornata. Al gong finale l'indice dei titoli guida SMI segnava un +0.71% a quota 6508.13. Andamento analogo per il listino completo SPI, che è salito dello 0.58% a 5845.27 punti. UBS è tra i maggiori beneficiari della giornata borsistica odierna con una crescita dell'1.61% (a 15,77 franchi), e ciò malgrado la nuova denuncia di Irving Picard, curatore della liquidazione della società di Bernard Madoff, che ha chiesto alla banca ulteriori 555 milioni di dollari. Secondo gli analisti è infatti improbabile che UBS dovrà versare l'intera somma chiesta da Picard, sempre che l'azione legale sia coronata da successo. La banca l'ha infatti definita priva di fondamento. I due altri bancari quotati allo SMI hanno chiuso contrastati: CS Group sale dell'1.73% a 38.85 franchi, mentre Julius Bär scende dell'1.44% a 42.48 franchi. Quest'ultima aveva registrato ieri il suo massimo storico. In una giornata con poche notizie di rilievo - in cui anche il volume degli scambi è debole - spicca il calo di Lonza (-2.33% a 79.8 franchi). Il gruppo basilese è penalizzato da una valutazione negativa di Citigroup. Tra le altre blue chip, da segnalare i guadagni di Adecco (+1.15% a 61.4 franchi), Holcim (+0.29% a 69.4 franchi), Nestlé (+0.54% a 55.40 franchi), Novartis (+0.09% a 53.95 franchi), Roche (+2.17% a 141 franchi), Swiss Re (+2.20% a 49.65 franchi) e ZFS (+2.97% a 239.50 franchi). La forte progressione di quest'ultimo titolo si spiega con acquisizioni all'estero, affermano gli investitori citati dall'AWP. In rialzo marginale ABB (+0.05% a 20.35 franchi) e in controtendenza Richemont (-0.79% a 56.65 franchi), Swatch (-1.90% a 423.60 franchi) e Syngenta (-0.10% a 287.70 franchi). ATS
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