
La Borsa svizzera ha vissuto una giornata tutta al rialzo. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8650,82 punti (+2,61% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha terminato le contrattazioni in crescita del 2,56% a 7001,82 punti. Stando agli operatori l'atmosfera che si respira fra gli investitori è "sorprendentemente positiva", tanto più che anche oggi i segnali provenienti dal mercato immobiliare americano sono stati tutt'altro che incoraggianti. Dopo le debolezze palesate nelle ultime settimane una nuova correzione verso l'alto era attesa: pochi però si spingono già a parlare di un vero e proprio giro di boa e a decretare la fine della crisi finanziaria. Certamente però ai più ha fatto piacere vedere il petrolio scendere a New York sotto la soglia dei 93 dollari al barile. Qualcosa di più preciso sulla congiuntura americana si conoscerà però in serata, con la pubblicazione del "beige book" della Fed. A trainare il mercato elvetico, dopo le perdite subite di recente, sono stati i valori finanziari come UBS (+6,65% a 54,55 franchi), Credit Suisse (+4,73% a 66,40 franchi) e Julius Bär (+5,69% a 92,80 franchi). Per quanto riguarda il numero uno del settore si parla fra l'altro dell'interesse da parte di una grande banca cinese. Anche l'iniezione di liquidità miliardaria, proveniente dagli Emirati Arabi, nel capitale dell'americana Citigroup ha continuato a dare ossigeno al settore. Pure gli assicurativi sono risultati sulla cresta dell'onda ATS
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