
La Borsa svizzera chiude in netto rialzo la prima seduta della settimana, con l'indice dei valori guida SMI in progressione dell'1,66% rispetto a venerdì a 9'031.27 punti e il listino globale SPI che guadagnava l'1,63% a 10'276.92. Lo SMI ha superato la soglia psicologica di 9'000 punti, sotto cui era sceso giovedì scorso. Tutti i titoli principali hanno terminato in positivo, con incrementi di oltre l'1%. Il mercato azionario si sta riprendendo dalle recenti perdite, arrivate anche oltre il 3%, incassate la settimana scorsa a causa delle tensioni tra la Corea del Nord e gli USA. Gli analisti, interpellati dall'agenzia finanziaria awp, parlano di una "reazione tecnica". Non bisogna sottostimare i possibili rischi geo-politici, ma gli osservatori di mercato non ritengono tuttavia che il regime della Corea del Nord voglia rischiare una guerra. Inoltre la Cina si è mostrata conciliante con l'approvazione di nuovi sanzioni da parte dell'Onu. A livello svizzero, i titoli finanziari, dopo le ingenti perdite subite la scorsa settimana, oggi hanno vissuto un'evoluzione positiva. Il gestore patrimoniale zurighese Julius Baer (+3,53% a 54.30 franchi) è quello che ha registrato la crescita maggiore. A trascinare verso l'alto il listino zurighese hanno contribuito in particolare i tre pesi massimi difensivi: Novartis (+2,00% a 81.50 franchi), Nestlé (+1,92% a 82.40 franchi) e Roche (+0,87% a 244.40 franchi), ma anche Geberit (+2,17% a 479.70 franchi), Credit Suisse (+2,02% a 14.63 franchi), Sika (+1,90% a 6'715.00 franchi), i titoli del lusso Richemont (+1,88% a 84.15 franchi) e Swatch (+1,81% a 381.90 franchi), l'assicurativo Zurich (+1,66% a 294.00 franchi), UBS (+1,65% a 16.65 franchi) e ABB (+1,41% 22.29). Lo specialista del lavoro interinale Adecco (+1,52% a 70.10 franchi) ha attutito in parte le diminuzioni di oltre il 6% accusate la settimana scorsa dopo la pubblicazione di risultati trimestrali deludenti. A registrare gli incrementi minori sono stati Lonza (+1,12% a 224.80 franchi) e LafargeHolcim (+1,13% a 58.15 franchi). Sul mercato allargato, la società biotecnologica basilese Evolva, che ha annunciato nel primo semestre 2017 una perdita netta di 20,3 milioni di franchi, contro i -18,8 milioni di un anno prima, ha ceduto il 6,52% (a 0.43 franchi). Orell Füssli, gruppo zurighese attivo nell'editoria e nella produzione di banconote, ha perso l'1,47% (a 127.10 franchi), dopo aver chiuso il primo semestre con un utile netto di 2,9 milioni di franchi, in calo del 42% rispetto al primo semestre 2016. La società attiva nel settore dei viaggi online Lastminute.com, con sedi ad Amsterdam e Chiasso, che ha concluso un partenariato con il fornitore di sistemi di pagamento Telepass, ha ceduto lo 0,80% (a 12.45 franchi). Alpiq è invariato, dopo che stamattina il fisco rumeno ha stimato in 175 milioni di euro (197,6 milioni di franchi) l'ammontare dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) che gli deve il gruppo energetico elvetico. Reazione nettamente positiva invece da parte degli investitori per il titolo di Landis+Gyr (+3,10% a 76.40 franchi). Il fabbricante zughese di soluzioni nei sistemi di gestione dell'energia, ex entità del giapponese Toshiba, ha detto di aver realizzato nel primo trimestre dell'esercizio 2017/2018 un fatturato di 433 milioni di dollari (414 milioni di franchi). Queste cifre non sono tuttavia state verificate. Vengono pubblicate quale "eccezione" poiché l'ex proprietario Toshiba ha reso noto alcuni risultati finanziari anche di Landis+Gyr senza concordarlo con il gruppo con sede a Zugo.
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