
Inizio di settimana all'insegna della prudenza per la borsa svizzera, che chiude in lieve rialzo una seduta trascorsa quasi interamente in territorio negativo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 6706,27 punti (+0,07% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI si è attestato a 6184,96 punti, con una perdita percentuale inferiore allo 0,01%. Secondo gli operatori dopo la progressione realizzata la settimana scorsa una fase di consolidamento, seppur lieve, era attesa. I volumi di scambio sono risultati ridotti, in attesa di conoscere l'esisto delle elezioni presidenziali americane. Anche l'indice ISM dei servizi negli Usa, risultato in ottobre inferiore alle attese, non ha smosso le acque. Sul fronte interno hanno sostenuto il mercato Nestlé (+0,85% a 59,60 franchi) e Roche (+0,39% a 181,40 franchi), che ha beneficiato dei risultati positivi riguardanti i test sul farmaco Aleglitazar, un preparato contro il diabete. Non si è invece allineato il terzo peso massimo difensivo, Novartis (-0,70% a 56,95 franchi). Il ravvivarsi dei timori sul debito greco ha creato grattacapi ai bancari UBS (-0,35% a 14,40 franchi), Credit Suisse (-0,32% a 22,12 franchi) e Julius Bär (-1,06% a 32,55 franchi). Non hanno avuto un andamento unitario gli assicurativi Swiss Re (+0,47% a 64,55 franchi) e Zurich (-0,13% a 230,50 franchi). Fra i titoli più legati alla congiuntura in difficoltà è rimasta per tutta la giornata Adecco (-2,27% a 45,15 franchi), che domani presenterà i trimestrali: gli investitori temono che la crisi economica in Europa abbia un impatto importante. Poco toniche si sono rivelate anche ABB (-0,12% a 17,18 franchi) e Holcim (-0,08% a 65,75 franchi), che era sostenuta da una raccomandazione di UBS. Euforica si è mostrata invece la sempre volatile Transocean (+4,52% a 45,51 franchi), che ha informato oggi sull'andamento degli affari e che aveva avviato la giornata in rosso sulla scia di commenti non lusinghieri da parte degli analisti. Ha faticato il segmento del lusso, con Richemont (-1,23% a 64,40 franchi) un passo dietro a Swatch (-0,72 a 412,30 franchi). Nel mercato allargato crollo per Leclanché (-57,96% a 4,17 franchi), alle prese con un'acuta crisi di liquidità e con la prospettiva di forti perdite annuali. Si è ripresa nel finale Dufry (+0,08% a 119,30 franchi), che con gli ultimi dati pubblicati non aveva convinto gli osservatori. Ha battuto per contro il mercato Phoenix Mecano (+0,55% a 458,50 franchi): il rallentamento trimestrale dovuto alla crisi era infatti già stato in parte anticipato in settembre. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

