
Dopo aver trascorso la maggior parte della penultima seduta dell'anno poco al di sopra della parità, a circa un'ora dalla chiusura gli indici della Borsa svizzera sono scivolati definitivamente in territorio negativo. L'SMI ha perso lo 0,07% a 8'251.13 punti. Da parte sua l'SPI ha ceduto lo 0,05% a 8'992.19 punti dopo aver superato in giornata quota 9'000. Come negli scorsi giorni il volume delle contrattazioni si è rivelato molto modesto. Sotto pressione fin dall'inizio Credit Suisse (-3,37% a 14.64 franchi). Stando al "Wall Street Journal" l'autorità americana di sorveglianza dei mercati finanziari SEC ha aperto un'inchiesta in relazione ai crediti concessi dalla grande banca elvetica - così come dalla francese BNP Paribas e dalla russa VTB - al Mozambico. Nuove grane quindi pochi giorni dopo aver archiviato la crisi dei subprime pagando 5,3 miliardi di dollari. In flessione anche gli altri bancari: UBS ha ceduto l'1,18% a 15.97 franchi e Julius Bär lo 0,63% a 45.52 franchi. Negativi pure gli assicurativi: Swiss Re è scesa dello 0,41% a 96.50 franchi, Swiss Life dello 0,28% a 288.60 franchi e Zurich dello 0,21% a 280.60 franchi. In flessione anche il lusso: Richemont ha perso lo 0,44% a 67.35 franchi, Swatch lo 0,22% a 315.90 franchi. Il listino è stato sostenuto principalmente dai pesi massimi difensivi Novartis (+0,34% a 74.45 franchi), Roche (+0,43% a 234 franchi) e Nestlé (+0,27% a 73.25 franchi). Non hanno trovato una direzione i titoli maggiormente esposti alle variazioni congiunturali: ABB ha lasciato sul terreno lo 0,83% a 21.61 franchi e Geberit lo 0,12% a 409.20 franchi mentre Adecco ha guadagnato lo 0,07% a 66.80 franchi e LafargeHolcim lo 0,28% a 54.10 franchi. Tra le blue chip rimanenti Actelion ha ceduto lo 0,04% a 222.90 franchi, SGS lo 0,14% a 2'070 franchi e Syngenta lo 0,66% a 406.90 franchi. Bene invece Givaudan (+0,49% a 1'858 franchi) e Swisscom (+0,11% a 456.30 franchi).
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