
Seduta interamente positiva oggi per la Borsa svizzera, perlomeno fino a pochi istanti prima della chiusura. Al termine delle contrattazioni l'SMI segna un -0,04% a 9'547.57 punti, l'SPI un -0,08% a 10'969.03 punti. Il listino principale - che in giornata ha peraltro toccato un nuovo massimo a 9'616,38 punti - è stato sorretto da Novartis (+2,75% a 85.90 franchi). Il colosso farmaceutico basilese nel 2017 ha realizzato un utile netto di 7,7 miliardi di dollari, in progressione del 15% rispetto all'esercizio precedente. Il volume d'affari è da parte sua cresciuto dell'1% a 49,1 miliardi. In progressione anche Credit Suisse (+0,32% a 18.53 franchi), SGS (+0,12% a 2'543.00 franchi) e gli assicurativi: Swiss Re +0,36% a 94.90 franchi, Zurich +0,16% a 316.30 franchi e Swiss Life +0,03% a 358.30 franchi. Tutti in flessione gli altri titoli. Sotto pressione soprattutto i ciclici LafargeHolcim (-1,74% a 58.60 franchi), Geberit (-1,36% a 457.60 franchi), Adecco (-0,94% a 78.22 franchi), Sika (-0,84% a 8'250.00 franchi), ma anche i pesi massimi difensivi Roche (-1,01% a 234.50 franchi) e Nestlé (-0,77% a 82.50 franchi). Nel mercato allargato Zur Rose è cresciuta del 6,22% a 143.40 franchi. Il gruppo turgoviese attivo nel commercio all'ingrosso e nella vendita per corrispondenza di medicinali lo scorso anno ha aumentato il giro d'affari organico dell'11,8% a 982,9 milioni di franchi. In calo invece Barry Callebaut (-1,63% a 1'927.00 franchi), il cui fatturato del primo trimestre 2017/18 è diminuito dello 0,7% a 1,87 miliardi di franchi, al di sotto delle attese. Bellevue Group è avanzata del 5,04% a 27.10 franchi dopo aver reso noto ieri sera di aspettarsi di concludere l'esercizio 2017 con un utile di 21 milioni di franchi, mentre Logitech è salita del 2,56% a 40.03 franchi, dopo aver già chiuso con un +8,03% ieri in seguito ai risultati del terzo trimestre dell'esercizio 2017/18, in cui la multinazionale vodese specializzata nelle periferiche per computer ha visto aumentare il fatturato del 22% a 812 milioni di dollari. Dal canto suo Wisekey è cresciuta del 4,43% a 6.37 franchi: il gruppo informatico ha annunciato di voler lanciare una propria piattaforma blockchain e una moneta virtuale battezzata Wisecoin. Intanto Santhera è crollata del 31,80% a 27.35 franchi dopo aver comunicato che verosimilmente il Comitato per i medicinali a uso umano (CHMP) dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) continuerà a negare l'omologazione per il Raxone, un trattamento destinato a pazienti con distrofia muscolare di Duchenne. La CHMP aveva già dato esito negativo lo scorso autunno.
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