
Dopo un pomeriggio in forte ribasso, la Borsa svizzera ha fatto ritorno in territorio positivo, parallelamente al miglioramento dei listini a Wall Street. Ciò malgrado l'FMI abbia avvertito oggi che la crisi finanziaria non è ancora alle spalle e che le svalutazioni entro il 2010 potrebbero superare i 4'000 miliardi di dollari. L'indice principale SMI ha terminato la seduta a quota 5076,72, in aumento dello 0,23%. Nel pomeriggio era sceso a 4953,18 punti. L'indice complessivo SPI ha chiuso con un aumento dello 0,18% a 4303,8 punti. Al centro dell'interesse si sono collocati i titoli di Actelion, che hanno messo a segno un rialzo del 7,98% a 51,85 franchi. L'impresa biotecnologica basilese ha indicato che nel primo trimestre 2009 ha registrato un forte incremento dell'utile e del giro d'affari. "I risultati superano nettamente le attese, e le prospettive per l'impresa sono molto buone", ha detto un operatore alla Reuters. Fra i titoli bancari, che hanno sofferto molto nel pomeriggio sulla scia dei rinati timori di un ampliamento della crisi finanziaria, l'UBS ha registrato un incremento dello 0,75% (a 13,42 franchi). Il Credit Suisse è salito del 2,83% (a 38,52 franchi), mentre la Julius Bär è in discesa del 3,38% (a 34,26 franchi). Quanto agli assicurativi, Zurich Financial ha segnato un aumento marginale dello 0,11% (a 187 franchi). Swiss Life è in flessione dell'1,61% (a 88,55 franchi), Swiss Re del 2,83% (a 24,68 franchi) e la Bâloise del 4,57% (a 78,25 franchi). Il mercato è stato sostenuto dalla Roche che ha guadagnato l'1,59% (a 153,40 franchi). La Novartis invece è in discesa dello 0,81% (a 41,50 franchi) e la Nestlé dello 0,21% (a 37,90 franchi). Sui titoli di Novartis ha influito un peggioramento del giudizio da parte della Merrill Lynch, hanno indicato i broker. ATS
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