
Giornata decisamente negativa oggi per la Borsa svizzera, con i listini in flessione sulla scia delle preoccupazioni per il rallentamento della congiuntura mondiale e per le gravi crisi internazionali che rendono insicuri gli investitori. In chiusura, l'indice SMI delle Blue Chip ha ceduto l'1,28% a 8374,59 punti. L'indice completo SPI è arretrato dell'1,34% a 8236,83 punti. Tutti i titoli del listino principale hanno chiuso sotto la parità, anche Givaudan (-0,60% a 1485 franchi), a lungo l'unico a spiccare. Il leader a livello mondiale nel settore degli aromi e dei profumi, ha registrato tra gennaio e settembre vendite stagnanti, a causa soprattutto degli effetti negativi dei cambi. Il fatturato nel periodo in rassegna si è attestato a 3,31 miliardi di franchi, in leggera flessione dello 0,2% su un anno. Il giro d'affari, espresso in monete locali, registra invece una progressione del 4,5%. Tali dati sono in linea con le previsioni degli analisti. Tra i bancari, UBS ha ceduto l'1,60% a 15,36 franchi, Credit Suisse il 2,75% a 25,44 franchi e Julius Bär il 2,57% a 39,75 franchi. Per gli assicurativi, Zurich ha perso lo 0,92% a 279,40 franchi e Swiss Re l'1,73% a 73,80 franchi. Le vendite sui titoli difensivi hanno reso ancor più cupa la giornata di contrattazioni: Roche ha chiuso in flessione dello 0,90% a 264,10 franchi, Novartis dell'1,29% a 84,50 franchi e Nestlé dello 0,36% a 68,60 franchi. Fanalino di coda è Transocean (-5,28% a 27,90 franchi). Perdite sostanziose anche per i titoli ciclici e del lusso. Nel mercato allargato, Ems-Chemie è arretrata del 5,43% a 343,75 franchi, a causa di prese di guadagno. Il gruppo chimico grigionese, controllato dalla famiglia dell'ex consigliere federale Christoph Blocher, nei primi nove mesi del 2014 ha aumentato il fatturato del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, a 1,49 miliardi di franchi. Espressa in valuta locale, la crescita ammonta al 7,5%. Stando agli analisti, le cifre di Ems-Chemie sul fatturato raggiungono appena le attese degli analisti.
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