
Giornata negativa oggi per la Borsa svizzera, nonostante l'incipiente taglio alle tasse deciso dall'amministrazione Trump, che dovrà però ancora essere confermato dal Congresso. Stando ad operatori di borsa sentiti dalla reuters, finché la riforma voluta dal presidente americano non sarà approvata definitivamente, gli investitori manterranno una certa prudenza. In chiusura, l'indice SMI delle blue chip è arretrato dello 0,90% a 9314,83 punti. L'indice completo SPI si è fermato a 10671,60 punti, in perdita dello 0,86%. Hanno pesato sui listini le vendite dei titoli Novartis, che ha terminato in diminuzione del 2,33% a 81,85 franchi. In flessione anche Roche (-0,29% a 244 franchi) e Nestlé (-1,14% a 82,65 franchi). Tra i pochi titoli in positivo si segnala Sika (+1,44% a 7745 franchi) che oggi ha annunciato l'acquisizione di una società americana. Ma soprattutto la banca HSBC ha emesso una raccomandazione positiva sull'azienda zughese. In rialzo anche Geberit (+0,35% a 427.10 franchi) e ABB (+0,08% a 26,14 franchi). Il gruppo industriale zurighese ha portato a termine la risistemazione del proprio modello d'affari per l'ingegneria, l'approvvigionamento e la costruzione. Tale riorganizzazione peserà per 225 milioni di franchi sui conti del quarto trimestre dell'anno corrente. Per gli investitori si tratta di costi una tantum che dovrebbero ripercuotersi positivamente sugli affari futuri dell'azienda. Tra i bancari, UBS ha ceduto l'1,05% a 17,96 franchi, il Credit Suisse lo 0,74% a 17,39 franchi, Julius Bär lo 0,67% a 59,20 franchi. Tra gli assicurativi, Zurich ha perso lo 0,73% a 298,10 franchi, Swiss Life lo 0,06% a 344,50 franchi e Swiss Re lo 0,22% a 91,40 franchi. Male anche i titoli del lusso, con Swatch in diminuzione dello 0,46% a 393,70 franchi e Richemont dello 0,45% a 88,05 franchi. Sul mercato allargato, Dufry ha guadagnato il 2,55% a 140.80 franchi dopo la notizia che l'investitore americano Paul Singer è entrato nell'azionariato della società rilevando il 5,6% dei titoli. Kudelski ha invece ceduto l'1,19% a 12,50 franchi. Il gruppo tecnologico vodese ha accelerato la propria trasformazione nel corso del secondo semestre. I costi di questa ristrutturazione graveranno parzialmente sui conti dell'esercizio corrente e, in maniera più importante, su quelli del 2018.
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