
La borsa svizzera ha chiuso le contrattazioni odierne in flessione dell'1,30% a quota 8'808.53, mentre l'indice complessivo SPI è arretrato dell'1,25% a 9'042.23 punti. Gli ordini di vendita hanno riguardato tutte le borse europee: i mercati azionari, partiti negativi, hanno peggiorato il loro andamento anche in concomitanza con le prime notizie sull'abbattimento di un aereo militare russo al confine tra Turchia e Siria. Oggi sono stati resi noti diversi dati macroeconomici: l'indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche, salito inaspettatamente a novembre; il dato sul pil americano, cresciuto nel terzo trimestre del 2,1%, in rialzo rispetto alle precedenti stime; e l'indice sulla sulla fiducia dei consumatori americani, calato a novembre al livello più basso da settembre 2014. Ma a preoccupare maggiormente gli investitori sono state le rinfocolate tensioni tra Turchia e Russia, destinate a creare nuovi scenari sul piano geopolitico e diplomatico. E anche l'allarme lanciato dagli USA ai turisti americani per i viaggi all'estero in seguito alla crescente minaccia terroristica non ha contribuito a rasserenare gli animi. Sulla piazza zurighese è apparso subito in affanno il segmento del lusso con Richemont che è scivolata del 3,12% (a 74.60 franchi) e Swatch che ha ceduto il 2,29% (a 353.50 franchi). A pesare in questo caso il paventato calo del turismo in conseguenza del clima di incertezza sul fronte della sicurezza. Deboli anche i bancari: Credit Suisse, pur recuperando parzialmente terreno nel corso della seduta, ha fatto un passo all'indietro dell'1,44% (a 21.20 franchi), Julius Bär dell'1,41% (a 47.01 franchi) e UBS dell'1,27% (a 19.43 franchi). Dal movimento al ribasso non è sfuggito praticamente nessuno: in controtendenza rispetto all'andamento del mercato si è profilata la volatile Transocean (+1,25% a 14.54 franchi), molto dipendente dal corso del petrolio, e anche Syngenta si è mantenuta a galla con un robusto +1,99% (a 373.80 franchi) approfittando del rilancio di speculazioni circa possibili avvicinamenti e intese con società concorrenti dopo il fallimento della fusione con l'americana Monsanto. Tra i pesi massimi difensivi il colosso dell'alimentare Nestlé ha lasciato sul terreno l'1,25% (a 74.80 franchi). Hanno fatto brutta figura anche Roche (-1,77% a 266.90 franchi) e Novartis (-1,01% a 88.00 franchi), sebbene quest'ultima società si sia vista omologare in Europa un nuovo farmaco promettente nel trattamento dell'insufficienza cardiaca. LafargeHolcim, alla vigilia della presentazione dei risultati trimestrali, ha incassato un - 2,46% (a 53.60 franchi). Gli analisti prevedono per il gigante del cemento un calo del fatturato del 7,5% a 7,9 miliardi di franchi. Sul mercato allargato Comet, che ha riveduto al ribasso le previsioni di crescita a causa di un calo della domanda in Asia, ha fatto un tonfo del 5,10% (a 726.00 franchi). Cicor, che ha annunciato il trasferimento di parte della produzione all'estero, ha contenuto le perdite a -0,40% (a 28.45 franchi)
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