
Termina in rosso anche l'ultimo giorno della settimana per la Borsa svizzera. L'indice dei titoli guida SMI e quello allargato SPI hanno perso entrambi lo 0,74%, rispettivamente a 8'884,04 e 10'112,23 punti. Il peso delle tensioni fra Stati Uniti e Corea del Nord e la retorica sempre più aggressiva tra i due Paesi si fa sentire sui mercati. Il presidente americano Donald Trump ha oggi dichiarato che le misure militari sono allestite e pronte a colpire, nel caso in cui Pyongyang dovesse agire incautamente. La Cina ha invitato entrambe le parti ad abbassare i toni. Secondo gli analisti contattati dall'agenzia awp, al momento è poco probabile che si arrivi ad un vero e proprio tonfo delle Borse, ma se la situazione non dovesse cambiare non sono da escludere importanti e repentini cambiamenti di umore sui mercati. Nemmeno la pubblicazione di attesi dati congiunturali ha smosso particolarmente le cose. L'inflazione negli Stati Uniti in luglio è salita dello 0,1%, al di sotto delle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,2%. L'indice core, al netto di energia e alimentari, è salito dello 0,1%. Non è servita neanche l'apertura in territorio positivo di Dow Jones e Nasdaq a Wall Street. Sul fronte elvetico gli occhi erano puntati su Credit Suisse, che ha vietato ai suoi trader di effettuare transazioni relative al debito del Venezuela e con prodotti finanziari emessi da Caracas. La banca esaminerà più in generale le relazioni con questo Paese per assicurarsi che non vi siano rischi per la sua reputazione. Il titolo è in contrazione dell'1,31% a 14,34 franchi. Fra gli altri bancari, Julius Baer si contrae dell'1,78% a 52,45 franchi e UBS dell'1,03% a 16,38. Male anche gli assicurativi, con Swiss Re in calo dello 0,45% a 88,25, Swiss Life dello 0,78% a 345,60 e Zurich Insurance dello 0,99% a 289,20. Negativi anche i difensivi di peso, con Novartis giù dello 0,68% a 79,90 franchi, Nestlé dello 0,98% a 80,85 e Roche dello 0,29% a 242,30. L'unico titolo in territorio positivo è risultato Sika, con una crescita dello 0,46% a 6'590,00. Sul mercato allargato Conzzeta perde il 4,71% a 991,00 franchi. Il conglomerato industriale zurighese, che controlla fra l'altro il marchio di articoli sportivi e di montagna Mammut, ha archiviato il primo semestre dell'anno con utili in ascesa del 44% su un anno a 30 milioni di franchi. Il gruppo siderurgico lucernese Schmolz+Bickenbach ha approfittato del miglioramento dei mercati nei primi sei mesi dell'esercizio in corso. La società ha chiuso i conti con un utile netto di 26,5 milioni di euro, a fronte di una perdita di 22 milioni di euro registrata l'anno scorso. Il titolo ha ceduto sul finale il 4,40% a 0,87 franchi.
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