
La Borsa svizzera chiude questa giornata in calo, con l'indice principale SMI che, dopo aver registrato un nuovo record dall'inizio dell'anno a 9'362.00 punti, ha terminato in calo dello 0,17% a 9'304.42 punti e quello allargato SPI dello 0,30% a 10'655.04. Il mercato azionario elvetico, che ha ceduto terreno sul finale dopo aver vissuto una giornata quasi esclusivamente positiva, ha approfittato di un buon umore generale ed è stato sostenuto in particolare dai valori finanziari, mentre i pesi massimi difensivi lo hanno frenato. Come si apprende da alcuni trader, interpellati dall'agenzia finanziaria awp, ciò è da ricondurre anche al discorso di ieri sera di Jerome Powell, nominato dal presidente degli Usa Donald Trump alla guida della Federal Reserve (Fed), che ha aperto a un aumento dei tassi da parte della banca centrale in dicembre. L'ottimismo è legato anche alla riforma delle tasse voluta da Trump, approvata ieri sera dalla commissione bilancio del Senato, e a buoni dati congiunturali provenienti dall'Eurozona. In particolare, il "sentimento economico" nell'Eurozona ha raggiunto a novembre il suo livello più alto da ottobre 2000, registrando un leggero aumento su un mese di 0,5 punti rispetto a settembre per arrivare a 114,6 punti. Oggi si sono registrati peraltro diversi altri record: il Pil americano è cresciuto nel terzo trimestre del 3,3%, il tasso più alto dal 2014, superando le attese degli analisti; a Wall Street, dopo la chiusura record di ieri, il Dow Jones e lo S&P 500 hanno segnato in apertura i massimi storici, salendo rispettivamente dello 0,29% a 23'906.02 punti e dello 0,09% a 2'629.29.; ancora record pure per il Bitcoin, la criptovaluta ha infatti oltrepassato gli 11'000 dollari per la prima volta. Gli investitori non hanno quindi risentito delle tensioni geopolitiche dopo il nuovo lancio ieri di un missile della Corea del Nord. A trainare il listino elvetico sono stati i bancari CS (+1,36% a 16.34 franchi) e UBS (+1,13% a 17.01 franchi), in minor misura Julius Baer (+0,09% a 57.10 franchi), ma anche gli assicurativi Swiss Re (+1,09% a 92.85 franchi), Swiss Life (+0,79% a 329.80 franchi) e Zurich (+0,68% a 295.60 franchi). Hanno chiuso in positivo anche Swatch (+1,13% a 358.10 franchi), Sika (+0,93% a 7'575.00 franchi) e Swisscom (+0,59% a 515.50 franchi). Il peso massimo difensivo Novartis è passato all'ultimo momento sopra la linea di demarcazione (+0,12% a 83.70 franchi). A fare da contrappeso sono stati invece il gigante Nestlé (-1,22% a 84.95 franchi), nonché SGS (-1,60% a 2'402.00 franchi), ABB (-0,83% a 25.12 franchi), Richemont (-0,77% a 84.20 franchi) e Geberit (-0,58% a 426.50 franchi). Anche il colosso farmaceutico Roche, che non ha avuto una direzione chiara, ha terminato in negativo (-0,12% a 247.80 franchi). Hanno cambiato segno nel pomeriggio Lonza (-1,24% a 254.60 franchi), Adecco (-0,74% a 74.15 franchi), LafargeHolcim (-0,18% a 54.00 franchi) e Givaudan (-0,05% a 2'215.00 franchi).
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