
La borsa svizzera ha chiuso la seduta in territorio negativo con l'indice SMI dei titoli guida che ha ceduto l'1,58% a 8'637,20 punti, mentre l'indice complessivo SPI è arretrato dell'1,45% a quota 10'353,03. Sui mercati hanno continuato a pesare le incertezze relative alla crisi politica in Italia, con lo spread Btp-Bund decennali che ha toccato i 320 punti base per poi ridiscendere , ma ha destato preoccupazione anche la situazione in Spagna, con il governo del premier Mariano Rajoy in bilico. Gli operatori, secondo quanto affermato dagli analisti, temono una crisi del debito nel Sud Europa, che "potrebbe accompagnarci per tutta l'estate". Esperti della Banca cantonale di San Gallo hanno indicato che la situazione attuale ricorda quella della crisi greca. Il franco si è intanto rafforzato sull'euro. Come in Europa e negli Stati Uniti sono risultati sotto pressione sulla piazza zurighese i titoli bancari, con Julius Bär che è scivolata all'indietro del 2,10% (a 59.60 franchi) e UBS del 3,08% (a 15.24 franchi). Ancora più pesante il tonfo per Credit Suisse, precipitata del 3,70 % (a 15.47 franchi). Nello stesso comparto finanziario sono apparsi molto deboli gli assicurativi: Zurich Insurance ha lasciato sul terreno il 2,95% (a 296.40 franchi), Swiss Re il 3,45% (a 87.88 franchi) e Swisslife il 3,16% (a 342.70 franchi). Tra i pesi massimi difensivi Novartis è arretrata dell'1,56% (a 74.60 franchi) mentre è riuscita in qualche modo a contenere le perdite Roche (-0,62% a 216.15 franchi) che ha pubblicato studi incoraggianti relativi a uno suo farmaco antitumorale. Nestlé (-0,91% a 76.10 franchi) ha annunciato di voler riorganizzare il suo settore informatico. La misura potrebbe costare fino a 500 impieghi in Svizzera nel corso dei prossimi 18 mesi. Anche Nespresso delocalizzerà 80 posti. Nel segmento del lusso Swatch ha limitato le perdite allo 0,50% (a 474.60 franchi) dopo la pubblicazione delle cifre sulle esportazioni orologiere che per il mese di aprile hanno segnalato una progressione, su base annua, del 13,8%. Ha fatto peggio la concorrente Richemont (-1,67%, a 91.58 franchi). Sul mercato allargato Burckhardt Compression ha guadagnato il 2,24% (a 347.00 franchi). In mattinata la società aveva annunciato per l'esercizio 2017/18 un utile in diminuzione del 6,7% a 28,8 milioni di franchi, su un fatturato che è invece salito del 6,6% a 594,6 milioni.
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