
Giornata buia alla Borsa svizzera. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7084,65 punti (-2,37% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha perso il 2,23%, tornando a scendere sotto la soglia dei 6000 punti, precisamente a 5946,61 punti. Dopo aver aperto la seduta al rialzo il mercato è scivolato in territorio negativo, ampliando sul finale le perdite in seguito all'arretramento di Wall Street. Le decisioni relative ai tassi della Banca centrale europea (BCE) e della Banca d'Inghilterra - in entrambi i casi rimasti immutati - sono risultate in linea con le attese. Non sono state positive per contro le novità presentate dalle BCE in ambito congiunturale: gli economisti di Francoforte hanno infatti tagliato le stime di crescita rivedendo al contempo al rialzo le previsioni sull'inflazione. Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha fatto inoltre sapere che non è da attendersi una diminuzione dei tassi di riferimento. Negli Usa la produttività è cresciuta più del previsto nel secondo trimestre di quest'anno, mentre il costo unitario del lavoro ha registrato un calo. Due buone nuove, che si sono però accompagnate al dato settimanale sulle richieste di sussidio disoccupazione risultato superiore alle attese. In Svizzera sorvegliato speciale era il titolo Nestlé (-1,56% a 47,86 franchi), dopo l'annuncio della partenza del responsabile dell'area Americhe Paul Polman, che assumerà la guida della concorrente Unilever. Sotto pressione sono stati i valori finanziari come UBS (-5,37% a 23,24 franchi), Julius Bär (-3,30% a 66,00 franchi) e Credit Suisse (-2,50% a 50,65 franchi). Con il segno meno hanno terminato anche gli assicurativi Swiss Re (-2,03% a 67,45), Swiss Life (-3,25% a 193,40), Zurich (-2,00% a 282,25) e Bâloise (-1,86% a 92,40). ABB (-4,82% a 26,04 franchi) ha sofferto per un cambiamento di obiettivo di corso da parte di JP Morgan, mentre Holcim (-1,77% 80,30 franchi) potrebbe essere stata influenzata dal calo del fatturato della sua filiale indiana. Da parte sua Syngenta (-3,77% a 274,25 franchi) ha continuato a subire il trend di numerosi operatori che si allontanano da titoli vicini al settore delle materie prime. Nessun sostegno all'SMI è giunto anche da Roche (-1,50% a 184,00) e Novartis (-1,98% a 59,50 franchi). Nel listino principale oggi c'è stata gloria solo per Synthes (+1,04% a 154,80 franchi). Nel mercato allargato si segnala il tonfo di Dufry (-8,70% a 73,90 a franchi), che oggi ha annunciato l'acquisto del concorrente americano Hudson. ATS
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