
La borsa svizzera ha cominciato la settimana in rialzo. Dopo una seduta caratterizzata anche da due fugaci escursioni in territorio negativo, l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 5099,32 punti (+0,57% rispetto a giovedì), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,68% a 4315,43 punti. Sul mercato regna un prudente ottimismo, favorito da alcuni trimestrali americani e dalle dichiarazioni del numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, che ritiene i mercati finanziari in via di stabilizzazione e vede i primi segnali di rallentamento della contrazione economica. Gli indicatori macroeconomici del Nuovo Mondo sono comunque ancora negativi, come mostrato dai dati relativi alle vendite in dettaglio e ai prezzi alla produzione in marzo, entrambi risultati peggiori delle attese. I segni di ripresa ci sono ma i tempi duri non sono ancora finiti, ha sintetizzato da parte sua il presidente Barack Obama. In Svizzera in evidenza era il settore bancario, grazie al trimestrale sorprendentemente buono pubblicato dall'americana Goldman Sachs, che si è aggiunto all'annuncio di sostanziosi profitti già avanzato giovedi da un altro istituto Usa, Wells Fargo. Alla vigilia dell'assemblea generale degli azionisti UBS (+15,39% a 13,27 franchi) è schizzata verso l'alto, forse anche per l'annuncio dei primi licenziamenti in Asia. Meno toniche, dopo i forti rialzi iniziali, Credit Suisse (+0,26% a 38,12 franchi) e Julius Bär (-0,06% a 35,98 franchi). Fra gli assicurativi si segnalano Swiss Re (+5,70% a 25,98 franchi), sostenuta ancora una volta da voci riguardanti possibili fusioni, Swiss Life (+3,63% a 89,95 franchi) e Zurich (+2,26% a 194,50 franchi), mentre ha finito debole Bâloise (-0,89% a 78,30 franchi). ABB (+0,88% a 17,15 franchi) ha reso noto di aver concluso un importante contratto con BMW per la fornitura di 2100 robot. Giornata molto positiva per il settore del lusso, con in prima fila Swatch (+5,69% a 169,00 franchi) e Richemont (+3,06% a 21,54 franchi). Il ritorno di una certa fiducia ha spostato l'attenzione verso i titoli più a rischio. A frenare i listini sono così rimasti i valori difensivi Nestlé (-0,61% a 39,30 franchi), Novartis (-1,18% a 42,00 franchi) e Roche (-1,78% a 148,70; giovedì i trimestrali). Anche Syngenta (-2,34% a 221,50 franchi) ha chiuso in netto calo, alla vigilia della pubblicazione dei risultati dei primi tre mesi. ATS
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