
Dopo un avvio incerto i listini della Borsa svizzera si sono mantenuti praticamente per tutta la seduta al di sotto della linea di demarcazione, e sono crollati nel pomeriggio con le voci, poi confermate, delle dimissioni di Jürgen Stark, membro tedesco del comitato esecutivo della Banca centrale europea. L'SMI ha chiuso con una flessione dell'1,78% a 5'430.77 punti, l'SPI dell'1,73% a 4'947.29 punti. Inizialmente sembrava che all'origine della decisione vi fossero divergenze sul tema scottante degli acquisti di titoli di Stato dei paesi dell'area euro in difficoltà. Al momento dell'annuncio ufficiale, la Bce ha però indicato che le dimissioni avvengono per "motivi personali". Ciò ha dato solo temporaneamente un po' di fiato ai mercati: a Zurigo - che è comunque scivolata molto meno di altre piazze europee - l'SMI e l'SPI hanno terminato sui minimi di giornata. Tra le blue chip, tutte negative, hanno chiuso in forte calo i titoli ciclici: Adecco ha perso il 5,53% a 33.64 franchi, Holcim il 5,15% a 45.49 franchi e ABB il 3,65% a 16.09 franchi. Pesanti anche i due colossi bancari Credit Suisse (-5,85% a 20.27 franchi) e UBS (-5,55% a 10.55 franchi) e gli assicurativi Zurich Financial Services (-4,52% a 166.70 franchi) e Swiss Re (-4,05% a 38.60 franchi) nonché i due titoli del lusso Swatch Group (-3,98% a 354.20 franchi) e Richemont (-3,28% a 46.28 franchi). Quanto ai pesi massimi difensivi, Roche ha ceduto l'1,19% a 141 franchi, mentre hanno contenuto le perdite Novartis (-0,24% a 49.10 franchi) e Nestlé (-0,36% a 49.60 franchi). ATS
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