
Dopo una mattinata in ribasso la borsa svizzera è riuscita a recuperare, virando brevemente in positivo e ripiegando poi solo leggermente: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 9013,88 punti, in flessione dello 0,04% rispetto a ieri. Il listino globale SPI perdeva lo 0,09% a 10'253,11 punti. Molti investitori sono impegnati a verificare le loro posizioni in vista di un weekend lungo: diversi approfitteranno infatti della festa nazionale di martedì per fare il ponte. Un certo sostegno ai corsi è arrivato da dati congiunturali francesi e spagnoli, nonché dal sentimento economico dell'Eurozona, rimasto ai massimi da prima della crisi. Negli Usa il prodotto interno lordo nel secondo trimestre ha accelerato al +2,7%: una buona notizia per la Federal Reserve, che intende avviare a breve il processo di normalizzazione del bilancio. Intanto però visti gli ultimi sviluppi politici negli Usa i mercati tornano a interrogarsi sulle reali capacità della nuova amministrazione americana di tradurre in pratica le promesse elettorali, in particolare in ambito fiscale. Questo stato di cose ha conseguenze anche sulla forza del dollaro. Sempre sul fronte monetario fa discutere l'ulteriore indebolimento del franco: oggi l'euro ha sfiorato quota 1,14 franchi. Non pochi ritengono che la Banca nazionale svizzera stia attivamente aiutando questa evoluzione. Sotto i riflettori continuano ad essere UBS (-3,22%) e Credit Suisse (+2,86%), che hanno pubblicato i semestrali. L'istituto più grande ha soddisfatto sostanzialmente le attese, ma agli analisti non è piaciuto il calo della quota di fondi propri; anche il contributo all'utile da parte dell'amministrazione patrimoniale ha in parte deluso. Le cifre di Credit Suisse sono per contro piaciute, in particolare in relazione al controllo dei costi. E c'è chi sta vendendo UBS, realizzando in tal modo i guadagni, per comprare Credit Suisse, che presenta un potenziale più elevato. In negativo è il terzo bancario, Julius Bär (-0,91%), come pure gli assicurativi Zurich (-0,20%), Swiss Life (-0,20%) e Swiss Re (-0,27%). Bene orientata è la gran parte dei valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,53%), Adecco (+0,07%), Geberit (+0,88%) e Sika (+0,30%), mentre si smarca LafargeHolcim (-0,96%). Nel segmento del lusso Richemont (+1,36%) è ora in linea con Swatch (+1,46%). Marciano sul posto i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,06%), Novartis (+0,06%) e Roche (-0,12%). Oggi hanno informato sull'andamento degli affari anche diverse aziende del mercato allargato: vanno segnalate Forbo (-4,38%), Bellevue Group (+2,94%) APG SGA (invariata) e Zehnder (+1,19%). Sotto pressione è Myriad (-22,03%), dopo l'annuncio di un aumento di capitale e di una possibile uscita dalla borsa.
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