
La borsa svizzera ha azzerato le perdite, ma continua mostrare scarso dinamismo: alle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 9461,30 punti, in flessione dello 0,03% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,04% a 10'883,17 punti. Dopo la partenza euforica di inizio mese il mercato sembra propendere per un approccio più cauto. Stando agli operatori non è in corso però solo una lieve correzione: l'atmosfera di fondo è infatti ancora orientata all'ottimismo, alimentato da buoni indicatori congiunturali mondiali. Per quanto riguarda i singoli titoli continua ad avere un impatto negativo Roche (-0,66%), dopo le dichiarazioni del numero uno Severin Schwan relative alle aspettative circa l'andamento degli affari. Debole è anche Novartis (-0,07%), mentre si smarca il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,36%): la multinazionale vodese ha annunciato ieri la vendita al concorrente italiano Ferrero del comparto dolciumi negli Usa. Sotto pressione sono i bancari UBS (-0,61%), Credit Suisse (-1,70%) e Julius Bär (-0,72%), dopo la pubblicazione dei risultati degli istituti americani Goldman Sachs e Bank of America, che hanno subito l'effetto contabile della riforma fiscale del presidente Donald Trump. Nello stesso comparto finanziario meglio orientati sono gli assicurativi Zurich (+1,09%), Swiss Life (+0,87%) e Swiss Re (+0,80%). In ordine sparso si presentano i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,59%), Adecco (-0,88%), Geberit (+0,14%), Sika (+1,58%) - che beneficia di commenti favorevoli di analisti - e LafargeHolcim (+0,41%). Nel segmento del lusso Swatch (+0,22%) è andata un po' ripiegando rispetto a Richemont (+0,36%). Nel mercato allargato in difficoltà sono Tornos (-6,26), Edisun (-6,11%) e Kudelski (-4,17%), mentre brillano CPH (+7,83%), Aevis (+4,44%) e GAM (+3,81%).
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