
La Borsa svizzera ha aperto le contrattazioni dell'ultima seduta settimanale leggermente in territorio negativo: alle 09.20 l'indice principale SMI perde lo 0,09% a 8'888.57 punti, quello allargato SPI lo 0,14% a 10'289.45 punti. Avvio non entusiasmante anche per le principali piazze europee: nei primi scambi a Londra il FTSE 100 scendeva dello 0,01% a 7.202,36 punti, a Francoforte il DAX cedeva lo 0,19% a 12.331,64 punti, a Parigi il CAC 40 perdeva lo 0,05% a 5.249,88 punti e a Milano il FTSE Mib segnava un -0,09% a 22.710 punti. Ieri sera a Wall Street il Dow Jones ha chiuso salendo dello 0,38% a 24.985,14 punti, il Nasdaq dello 0,42% a 7.427,95 punti e lo S&P 500 dello 0,45% a 2.738,97 punti. Il tasso di disoccupazione americano a febbraio è uno dei dati macroeconomici attesi in giornata. La svolta fra Usa e Corea del Nord, con l'annuncio di un incontro fra Donald Trump e Kim Jong-un, fa volare le Borse asiatiche. Seul ha guadagnato oltre l'1%, mentre Tokyo è salita dello 0,47% a 21.469 punti. La svolta nella politica internazionale sembra quindi aver fatto superare ai mercati le difficoltà legate alla politica americana dei dazi, anche se nell'ultima versione, quella "flessibile", appaiono un po' meno minacciosi. In crescita pure le Piazze cinesi, con Shanghai che è salita dello 0,55% a 3.307 punti, Shenzhen dell'1,5% a 1.885 punti e Hong Kong dello 0,95% a 30.959 punti. In salute anche Sidney (+0,37% a 6.069 punti).
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