
La Borsa svizzera ha aperto le contrattazioni in leggero calo, con l'indice SMI dei titoli guida in flessione dello 0,05% a 8'462.08 punti, mentre l'indice complessivo SPI arretra dello 0,17% a quota 8'067.24. Negative pure Parigi (CAC40 -0,13% a 4.319,20 punti), Londra (FTSE-100 -0,11% a 6.818,82 punti), Milano (Ftse Mib -0,11% a 19.935 punti) e Francoforte (Dax -0,30% a 9.690,51 punti). Il rialzo dello yen contro il dollaro e l'euro, e i deludenti dati preliminari sulla manifattura cinese di gennaio hanno appesantito la borsa di Tokyo che stamane ha terminato gli scambi in calo dello 0,79%. L'indice Nikkei ha ceduto 125,07 punti, attestandosi a 15.695,89, poco sopra i minimi intraday. Il dato cinese ha rilanciato più di un dubbio sulla tenuta della seconda economia del pianeta: l'indice manifatturiero, infatti, è a sorpresa sceso a 49,6 contro il 50,5 segnato a dicembre. Chiusura contrastata, ieri, per Wall Street, col Dow Jones che ha perso lo 0,25% a 16'373,34 punti e il Nasdaq che ha guadagnato lo 0,41% a 4243,00 punti. L'indice S&P500 è salito dello 0,60% a 1844,85 punti.
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