
La borsa svizzera continua a mostrare un andamento incerto: alle 15.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 8517,79 punti (+0,14% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in progressione dello 0,17% a 8392,44 punti. Dopo tre sedute di recupero seguite a settimane di brusco arretramento il mercato appare oggi titubante. I corsi vengono sostenuti da dati congiunturali europei per una volta buoni: l'indice PMI dell'Eurozona è risultato superiore al previsto e soprattutto dalla Germania sono giunti accenti positivi. Intanto negli Usa le richieste di sussidi alla disoccupazione sono scese ai minimi dal 2000. Rimangono però le incertezze di fondo, relative alla tenuta della congiuntura mondiale, alle conseguenze dell'epidemia di ebola agli sviluppi delle crisi in Ucraina, Siria e Iraq. Ecco spiegato perché gli investitori faticano a tornare sul mercato. Sul fronte interno al centro dell'attenzione rimane Credit Suisse (-1,40%), che ha presentato risultati trimestrali superiori alle attese. Il titolo, apparso assai volatile, è ora in contro tendenza rispetto agli altri due bancari, UBS (+0,06%) e Julius Bär (+0,61%). In ordine sparso si presentano i valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (+0,49%), Adecco (-0,08%), Geberit (+0,06%) e Holcim (-0,38%). Swatch (invariata) e Richemont (-0,57%) non brillano. Tonici sono per contro SGS (+4,56%) - che durante la giornata degli investitori ha confermato gli obiettivi per l'esercizio - e Actelion (+2,67%), che continua a beneficiare dell'onda lunga dei conti presentati martedì. Sull'altro fronte Transocean (-1,62%) conferma la sua fama di titolo irrequieto. Poco mossi appaiono i pesi massimi difensivi Nestlé (invariata), Novartis (+0,30%) e Roche (+0,11%). Nel mercato allargato sono stati accolti con favore i trimestrali di Logitech (+7,85%) e Straumann (+4,50%). Meno entusiasmo ha suscitato il bilancio di Compagnie Financière Tradition (-0,48%).
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