
La borsa svizzera sembra voler ampliare i guadagni: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 9310.07 punti, in progressione dello 0,43% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI saliva dello 0,47% a 10'683,03 punti. Vari fattori sostengono oggi i corsi, a cominciare dall'accordo sulla Brexit raggiunto fra Unione europea e governo inglese, che lascia via libera ora alle discussioni sui rapporti commerciali. Per quanto riguarda i singoli titoli continuano a convincere UBS (+1,88%) e Credit Suisse (+3,05%), sulla scia delle regole meno severe di quanto temuto concordate nell'ambito di Basilea III, mentre meno interessato dalla novità è il terzo bancario, Julius Bär (+0,53%). Nello stesso comparto finanziario stanno ripiegando dai massimi di giornata gli assicurativi Zurich (+0,20%), Swiss Re (+0,11%) - che ha annunciato un avvicendamento a livello di CFO - e Swiss Life (+0,73%). ABB (+1,10%) approfitta del programma di investimenti miliardari promesso dal presidente americano Donald Trump. Bene orientati sono anche altri valori sensibili ai cicli economici come Adecco (+0,54%) e LafargeHolcim (+0,67%), mentre si smarcano Geberit (-0,33%) e Sika (-0,66%). Nel segmento del lusso Swatch (+0,92%) è stata superata da Richemont (+1,10%). Roche (-1,03%) continua a soffrire come ieri per i realizzi di guadagno, dopo la diffusione di dati clinici positivi concernenti l'antitumorale Tecentriq, che stando ad alcuni analisti potrebbe generare un fatturato di oltre sei miliardi di dollari. Fatica ad ingranare anche Nestlé (+0,06%), mentre più ispirato è il terzo peso massimo difensivo, Novartis (+0,91%). Nel mercato allargato AMS (+7,57%) rimbalza, dopo i cali delle ultime sedute. Burckhardt (+5,25%) è favorita da un cambiamento di obiettivo di corso operato da Research Partner, mentre il numero uno di Starrag (+2,98%), Walter Börsch, in un'intervista ha parlato di un buon secondo semestre.
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