
La borsa svizzera ha accentuato le perdite nel pomeriggio, con l'indice SMI dei titoli guida che verso le 15.00 segna -0,60% a 8'638.71 punti, mentre l'indice completo SPI arretra dello 0,57% a quota 10'398.27. La propensione al rischio degli investitori è molto bassa in quello che negli Stati Uniti è chiamato il "triple witching day", (traducibile come il "giorno delle tre streghe"), ovvero il terzo venerdì dell'ultimo mese di ogni trimestre naturale in cui scadono alcuni titoli azionari. In questo giorno "tutto è possibile e gli operatori di mercato sono più cauti": il mercato potrebbe muoversi in entrambe le direzioni, ha precisato un trader. L'andamento al ribasso già evidenziatosi in mattinata si è accentuato nel primo pomeriggio dopo che l'amministrazione Trump ha annunciato ufficialmente l'approvazione di dazi su una lunga lista di prodotti Made in China per un valore di 50 miliardi di dollari. Le nuove misure statunitensi contro Pechino consistono in "dazi del 25% su merci cinesi che contengono tecnologie industrialmente significative, per un valore di 50 miliardi di dollari". Sulla piazza zurighese continuano a pesare i titoli finanziari, con CS Group in perdita del 2,52%, UBS del 2,28% e Julius Baer dell'1,96%, che pagano lo scotto di una politica monetaria ancora molto allentata da parte della Bce. Male anche gli assicurativi Swiss Life (-1,99%), Swiss Re (-1,28%) e Zurich Insurance (-1,60%). Si mantengono sopra la linea solo Givaudan (+0,53%), e i pesi massimi difensivi Novartis (+0,45%), Roche (+0,24%) e Nestlé (+0,11%).
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