
La borsa svizzera ha accentuato nel pomeriggio il suo movimento al ribasso, sulla scia dei realizzi di guadagno: alle 15.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 7982,18 punti (-0,92% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,87% a 7611,57 punti. La prudenza è d'obbligo per gli investitori, confrontati con il pericolo di una progressiva riduzione degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve e con gli interrogativi sulla congiuntura planetaria: a questo proposito oggi sono giunti segnali contrastanti da Francia e Italia. Prima della fine dell'anno molti vogliono inoltre concretizzare i profitti conseguiti dal mercato elvetico, circa il 18% dall'inizio di gennaio. Tendenzialmente il denaro viene ritirato dalla Svizzera per poi essere investito nell'Ue, dove è attesa una redditività più elevata, ha spiegato un analista alla Reuters. In un quadro di volumi di scambio tutto sommato modesti l'SMI è così sceso sotto gli 8000 punti, soglia su cui il mercato non ripiegava più da metà ottobre. Sul fronte interno i primi istituti stanno comunicando la loro intenzione di partecipare al programma americano per archiviare il problema dell'evasione fiscale, ma in borsa il tema non scalda gli animi. "La vicenda è sicuramente importante, ma decisive per noi sono le grandi banche", ha osservato un operatore. Queste si stanno muovendo oggi in ordine sparso, con Credit Suisse (+0,69%) un passo davanti a UBS (-1,02%) e Julius Bär (+0,02%). Stanno arretrando, rispetto alla mattinata, gli assicurativi Swiss Re (-1,02%) e Zurich (-0,92%). Vendite sono ora segnalate sui titoli maggiormente sensibili alla congiuntura quali ABB (-0,84%), Adecco (-0,82%), Geberit (-1,20%) e Holcim (-0,15%), come pure, nel segmento del lusso, su Swatch (-0,77%) e Richemont (-1,47%). Pesano negativamente sul listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,69%), Novartis (-0,93%) e Roche (-1,60%). Nel mercato allargato Schaffner (-0,49%) ha presentato risultati annuali superiori alle previsioni. Hanno indicato la loro posizione in relazione al contenzioso fiscale con gli Usa Valiant (-0,97%) e la Banca cantonale bernese (invariata), che si sono inserite nella categoria 2, nonché Vontobel (-1,04%), che ha optato per la 3.
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