
I rinnovati timori di recessione emersi durante il vertice del G-7 e i risultati sotto le attese di alcuni colossi societari del calibro di Philips hanno trascinato in territorio negativo gli indici delle Borse europee per la quinta seduta consecutiva. "Poteva andare peggio" hanno commentato però nelle sale operative, indicando come i mercati del Vecchio Continente siano riusciti ad arginare le perdite innescate in mattinata in seguito al tonfo delle Borse asiatiche. E così al termine delle contrattazioni il Dj Stoxx 600, che sintetizza l'andamento delle piazze finanziarie europee, ha perso meno di un punto percentuale (-0,8% a 308,28 punti), in scia alla partenza in sordina di Wall Street, nonostante il dato sulle vendite al dettaglio di marzo in lieve miglioramento rispetto alle stime. Deboli quindi Francoforte con il Dax che ha ceduto lo 0,74%, Parigi dove il Cac40 ha segnato un -0,66% e Piazza Affari con lo S&P/Mib che ha lasciato sul terreno l'1,13%. A pesare sui listini asiatici (Tokyo -3,05%) in mattinata hanno contribuito quindi le dichiarazioni dei ministri finanziari del G-7 che nel fine settimana hanno indicato prospettive deboli per l'economia globale, ma senza fornire indicazioni sulla durata della crisi in atto, confermando così che le turbolenze sono tutt'altro che alle spalle. A questi fattori si sono aggiunti poi i risultati sotto le attese di alcuni colossi societari. Se nell'after-hour a vacillare alla Borsa di Seul (-1,85%) è stato il gigante dell'acciaio Posco, che ha lasciato in Borsa il 6,5% per la paura che il rincaro delle materie prime possa intaccare i margini di lavoro, subito dopo è stata la volta di Philips. Il gigante dell'elettronica olandese ha chiuso il primo trimestre con una contrazione dell'utile del 75% e alla Borsa di Amsterdam ha perso quasi il 3% della sua capitalizzazione. Segno meno anche per il comparto bancario, il più esposto alla volatilità dei mercati. In particolare, il settoreha risentito stavolta dell'inattesa perdita (per 393 milioni di dollari) della quarta banca a stelle e strisce, Wachovia, a causa della mina 'subprime' esplosa all'interno dell'istituto nel primo trimestre dell'esercizio. Hsbc ha così perso l'1,7% e il Credit Suisse, il 3,3 per cento. Non hanno fatto meglio poi Royal Bank of Scotland (-2,1%) e Barclays (-2%). ATS
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