
Una serie di dati macroeconomici deludenti e i timori per i conti delle società a causa della crisi economica mettono fine all'euforia sulle Borse europee e offrono il destro agli investitori per monetizzare il minirimbalzo messo a segno da inizio anno. Per la prima volta dopo sei sedute in rialzo i listini europei hanno chiuso con il segno meno con Londra in testa (-2,8%) e la sola eccezione di Stoccolma (+1,1%), chiusa nella seduta della vigilia. Dopo un avvio di seduta debole, le Borse hanno accentuato le perdite (l'indice Dj Stoxx 600 chiuso in calo dell'1,2%) con i dati sulla disoccupazione Usa: nel settore privato, secondo il sondaggio effettuato dalla società Adp, si è registrata a dicembre una perdita di circa 693.000 posti di lavoro. Il preliminare, in attesa del dato ufficiale di venerdì, oltre ad essere peggiore delle attese degli analisti, rappresenta il calo mensile maggiore dal 2001. L'effetto è stato quello di portare a un rafforzamento dell'euro sul dollaro (salito sopra quota 1,37) e di indebolire ulteriormente i mercati azionari, condizionando anche l'apertura di Wall Street. A mantenere attuali le preoccupazioni sul quadro macroeconomico ha contribuito anche la crescita della disoccupazione in Germania, salita dal 7,5% al 7,6% a dicembre. Un ulteriore incentivo a vendere è poi arrivato anche dai timori per gli utili aziendali. Sui listini sono andate male soprattutto le materie prime (-4% l'indice Dj Stoxx di settore): Alcoa, il primo produttore mondiale di alluminio, ha annunciato che ridurrà la sua forza lavoro di 13.500 unità e ridurrà la produzione di 135 mila tonnellate. Ne hanno risentito tutti i concorrenti, tra cui Rio Tinto (-6%), Anglo American (-5,8%) e Bhp Billiton (-8%). In sofferenza anche i petroliferi, con in testa Statoil (-6,6%) e Bp (-5,5%), dopo che Ing ha messo in guardia dai rischi legati alle quotazioni del petrolio, oggi tornato sotto i 46 dollari al barile, per i profitti dei due gruppi. Tra i bancari Commerzbank (-4,8%) ha risentito della raccomandazione a vendere di Jp Morgan: secondo gli analisti della banca Usa la l'istituto tedesco potrebbe incappare in "ulteriori erosioni del capitale" a causa dell'acquisizione di Dresdner Bank. Il calo delle vendite del quarto trimestre di Intel (-23%) ha pesato su alcuni titoli del comparto tecnologico, attivi nel settore dei semiconduttori, come Arm holdings (-8,2%) e Asml (-4,4%) mentre il taglio delle stime dei profitti 2008 di Time Warner, primo gruppo mondiale dei media, si è fatta sentire su Vivendi (-4,3%) e Itv (-4,8%). ATS
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